Il 2013 è stato un anno pieno di eventi che hanno marcato fortemente la politica e anche il dibattito al nostro interno.

È opportuno ricordarne due di questi eventi. Il primo è sicuramente il colpo subito dall’imperialismo sulla questione siriana. Non sono finiti i tentativi di destabilizzare la Siria, tuttavia la battuta di arresto che le forze imperialiste e gli interessi monopolisti hanno subito è un fatto di straordinaria importanza. Innanzi tutto questo ha permesso che non venissero massacrate vittime innocenti e che la regione mediorientale non precipitasse ulteriormente nell’aspirale della guerra e della violenza.
Una guerra in Siria avrebbe scatenato una guerra regionale con conseguenze disastrose per i popoli.

L’altro aspetto decisamente importante è che la battuta di arresto subita dall’imperialismo ha mostrato che qualcosa sta cambiando anche a livello internazionale. Ha dimostrato che la politica imperialista può essere fermata e che si aprono ogni giorno sempre più spazi per la lotta anti-imperialista e l’autodeterminazione dei popoli.
Questo mutamento è sostenuto da quelle potenze emergenti che oggi hanno un ruolo progressista dentro lo scenario mondiale. Lo sguardo va tenuto fisso sul caso siriano, come esempio di lotta contro la guerra imperialista, ma dobbiamo anche sforzarci di tenere la mente ben salda a casa nostra, e vedere quali connessioni possono esistere tra due contesti così apparentemente differenti.

Le potenze imperialiste, gli interessi capitalisti che hanno provato e tutt’ora provano a destabilizzare e indebolire quei popoli che lottano per la loro autodeterminazione, sono gli stessi che stano dando vita alle manovre economiche anti popolari in Italia e nel resto d’Europa. Proprio per questo motivo la determinazione del popolo siriano è per noi molto più importante di quanto superficialmente possa apparire.

L’altro evento che è opportuno ricordare è il nostro congresso. Il VII congresso straordinario del nostro partito è avvenuto in un clima molto difficile, tuttavia non ha eluso nessuna questione di fondo, anzi le ha prese di petto e ha impostato il lavoro politico interno affinché si dia una soluzione a tutti i problemi.

La nostra presenza nel sindacato, l’assenza, in Italia, del conflitto sociale, l’analisi del contesto internazionale, la forma partito e la ricostruzione di una forte avanguardia comunista nel nostro paese. Questi temi non sono di facile risoluzione e nessuno di noi ha in mano la bacchetta magica per invertire la crisi che da parecchi anni coinvolge il movimento comunista italiano, tuttavia i nostri sforzi sono volti ogni giorno alla risoluzione di questi nodi fondamentali. Non è un compito facile, ne i risultati si ottengono subito, ma tutti assieme stiamo camminando nella giusta direzione.

Come FGCI il contributo che stiamo dando a questo processo è fondamentale. Non solo perché i nostri militanti stanno dando un contributo forte alle attività del partito, spesso assumendo importanti responsabilità nei gruppi dirigenti e nei dipartimenti, ma anche perché come FGCI portiamo un contributo di elaborazione teorica fondamentale.

Le giovani generazioni oggi vivono un periodo drammatico e hanno dinnanzi un peggioramento delle proprie condizioni di vita. La scuola e l’università diventano sempre più un privilegio di coloro che si possono permettere un’istruzione. Trovare un lavoro è sempre più difficile e pertanto l’emigrazione diventa sempre più una necessità.
È proprio dalla coscienza di questi problemi che riusciamo a dar vita ad una elaborazione teorica creativa che contribuisce al dibattito complessivo del partito. Ed è proprio da questa elaborazione che dobbiamo rilanciare la nostra organizzazione. Il 2014 sarà un anno importantissimo per noi, perché sarà l’anno in cui muoveremo i primi passi per un forte rilancio del nostro progetto politico. La conferenza sul mezzogiorno a cui abbiamo dato vita lo scorso 14 e 15 dicembre è stato un primo e importantissimo passo a cui ne seguiranno degli altri.

Nel 2014 daremo vita anche ad importanti momenti riorganizzativi nazionali e avvieremo il processo per svolgere il prima possibile il nostro congresso. Una parte fondamentale inoltre sarà dedicata alla formazione e alla preparazione dei nostri quadri. L’attività di formazione diventerà uno dei nuclei principali del rilancio della nostra organizzazione e non sarà intesa esclusivamente come attività seminariale.

Il miglior modo per mantenere un costante processo di formazione è quello di far si che la lotta, la presenza nei comitati e nei collettivi, la costruzione di importanti mobilitazioni, la nostra presenza nel movimento studentesco e dei lavoratori, sia il terreno principale di formazione, a cui va unito lo sforzo di far avanzare la nostra elaborazione collettiva promuovendo scuole quadri di alto livello.

La nostra priorità è il rilancio della nostra presenza politica in tutti gli ambiti del movimento giovanile, perché senza una forte gioventù comunista viene meno anche il conflitto sociale e l’opposizione a questa politica che si abbatte proprio contro le giovani generazioni.

È con questo spirito che auguriamo a tutti buon anno, un anno vitale, pieno di lotta, di allegria, di conquiste e di passione.

Fgci

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