I cittadini italiani sono tutti uguali! Lo dice la Costituzione Italiana.
Eppure nella realtà non è così; anzi la differenza è sempre più marcata. Se sei cittadino del Sud, magari Calabrese, sei costretto a subire continui soprusi, con l’aggravante che spesso eventi macroscopicamente negativi ti vengono propinati quasi come dei regali a cui devi dire grazie.
La liquichimica di Saline prima, oggi la Centrale a Carbone, i rifiuti speciali che arrivano dai grandi complessi industriali del Nord e vengono – così si dice – sotterrati sotto i nostri piedi con la connivenza del male endemico che è la delinquenza organizzata, sono esempi concreti di un modo di evolversi dell’economia, della società e di Governi e politiche purtroppo supine a scelte che certo non possono dirsi democratiche e che certo non fanno i cittadini del Sud uguali a quelli del Nord.

Tra i tanti regali mancava effettivamente il gas nervino. Ebbene abbiamo risolto anche questo problema perché al Porto di Gioia Tauro arriveranno i container con le armi chimiche siriane che andranno trasbordate su un cargo americano per essere “smaltite”. E tutto avviene senza che il governo, tramite i ministeri di competenza, abbia il “garbo” di avvisare le istituzioni locali. Evidentemente anche questo è un segno tangibile di scelte che vogliono un Mezzogiorno succube.

Per esempio, come mai è possibile che assicurare la stessa autovettura, di uguale cilindrata, uguale in tutto e per tutto, ad un cittadino calabrese costa esattamente il doppio di un cittadino lombardo. E soprattutto è possibile che il Ministero dell’Industria e dei Trasporti subiscano le scelte delle Assicurazioni senza intervenire con politiche di riequilibrio? Ed i rappresentanti in Parlamento Calabresi perché non affrontano il problema avanzando un’apposita interrogazione Parlamentare?
Insomma ci si ricorda del sud solo quando è necessario collocare un problema ambientale.

Vorrei dire che il fatto che da tempo non ci sono Meridionalisti, denuncia anche il calo di una cultura che comunque nel passato, anche recente aveva testimoniato attraverso scritti ed opere importanti il bisogno di riscatto del Sud e del Mezzogiorno.
Oggi, purtroppo, sembra che anche la voce (o la penna) abbia smesso di “urlare”, di alzare la voce, di far sentire quanto i cittadini calabresi vogliano essere protagonisti positivi del loro futuro e vogliano smetterla di aspettare che uno Stato lontano, un’Europa ancor più disattenta, affianchino le prospettive di riscatto.

Per fortuna non tutto è buio.Anche qui ogni tanto si avvertono segnali di speranza.
Perché, sembra una semplice coincidenza ma non lo è, mentre i mass-media annunciano l’arrivo delle scorie a Gioia Tauro, annunciano anche che lì vicino, in un paesino ben amministrato, con una storia politica e sociale importante, si è istituito il registro del “testamento biologico”; scelta di grande civiltà e di concreta democrazia.

Insomma vogliamo dire che non solo il Sud ha bisogno di riscatto, ma va praticata un’iniziativa culturale, politica e sociale e dunque politica che dia voce alle potenziali risorse ed intelligenze e forze sane e positive che anche al Sud ci sono e sono molto più importanti e grandi di quanto appaia nel giornali e telegiornali nazionali anche per arginare la fuga di giovani intelligenze continuamente costretti ad emigrare. Perché fintanto che la nostra terra è protagonista di centrali a carbone, scorie, rifiuti speciali è chiaro che un giovane non può non pensare di cercare altrove opportunità.
La Calabria è al centro del Mediterraneo ed è la punta più avanzata dell’Europa. Da qui credo che debba partire il riscatto del Sud.

FGCI Calabria

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