La Redazione di Tin Napoli ha ascoltato, sul difficile momento politico che sta vivendo il nostro paese, IN ESCLUSIVA il Coordinatore provinciale della FgCI Napoli Raffaele Federico, ecco quanto segue:

Sono stati per voi mesi ed anni difficili e tra mille difficoltà e molti addii state ricostruendo il partito e la FgCI Napoli e campana, cosa ci puoi raccontare in tal proposito?
Più che ricostruire si tratta di riorganizzare in un periodo difficile dovuto al vergognoso oscuramente mediatico e alle difficoltà economiche. Come su tutto il territorio nazionale, anche in Campania, come giovanile, stiamo attraversando una fase riorganizzativa. E’ stato eletto un nuovo esecutivo provinciale che come primo passo, insieme alle altre federazioni provinciali, ha scelto di indire una conferenza regionale.
Ci tengo a sottolineare che sia a livello nazionale che locale c’è stato un aumento del tesseramento nel 2013 rispetto all’anno precedente; questo per noi è più importante degli episodi isolati di allontanamento.

Siete all’opposizione, fuori dal Parlamento, quali sono le battaglie che avreste portato nel Parlamento?
Le parole chiave sono tre: lavoro, salute e istruzione; in Parlamento rappresenteremmo i lavoratori, i precari, chi un lavoro non lo ha e gli studenti. Saremmo al fianco di chi crede che ci sia bisogno dell’introduzione di un reddito minimo garantito, come accade nel resto d’Europa, sosterremmo l’inutilità di spese folli come la Tav e gli F-35 e il reindirizzamento di tali fondi verso il settore pubblico per creare lavoro e garantire servizi (piani per la manutenzione del territorio, delle scuole e degli ospedali). Fondamentale è contrastare la tendenza alla privatizzazione: la salute, l’istruzione e l’acqua per esempio dovrebbero essere lontane dalla logica del profitto, come dice la nostra Costituzione.

Si sta facendo un gran parlare del cambio della legge elettorale, cosa ne pensi?
Ci raccontano che il maggioritario sia essenziale per la governabilità ma il corso degli eventi ha dimostrato che non è così: l’unica legge elettorale democratica è quella proporzionale dove la percentuale dei seggi assegnati ad ogni partito corrisponde alla percentuale dei voti ottenuti sul piano nazionale, senza soglie di sbarramento e assurdi premi di maggioranza.

Da Diliberto a Procaccini, cosa è cambiato e soprattutto per le elezioni europee come vi state organizzando?
La linea congressuale è stata chiara: unità dei comunisti, unire la sinistra e attuare il programma della costituzione. Alle elezioni europee, come nei prossimi appuntamenti elettorali, nell’ottica di unione della sinistra crediamo sia necessario un fronte che la unisca che riesca a rappresentare la voglia di un Europa diversa, alle europee e la volontà di sconfiggere le destre, essendo un paese in piena emergenza democratica, in futuro.

Ai vostri ‘’cugini’’ di Rifondazione Comunista cosa vuoi dire?

Di smetterla di essere cugini e di ritrovarci tutti in una nuova casa.

I prossimi appuntamenti a Napoli e in Campania del PdCI e della FgCI e dove seguirvi.
Continueremo sulla scia dell’assemblea che abbiamo tenuto sulla difesa della Costituzione con altri momenti per sollecitare la popolazione su temi come la legge elettorale, il lavoro e la cultura. Oggi saremo a Roma per un attivo nazionale, aperto al pubblico, per discutere di unità dei comunisti e della sinistra. Il nostro contatto Facebook è sempre aggiornato: facebook.com/fgci.napoli
A breve ci saranno una serie di iniziative della giovanile di critica alla gestione regionale in materia di trasporti e tasse universitarie.

Cosa pensi di Renzi e del nuovo PD che si sta prefigurando.
Renzi non è altro che il risultato della crisi della classe dirigente. Si è diffuso nel paese un desiderio di cambiamento, la consapevolezza che il sistema così come è non regge più. Tuttavia il rischio che il cambiamento termini con l’entrata in scena di nuovi volti è alto.
Con tutte le sue criticità e molteplici realtà interne, il PD resta uno dei primi partiti politici italiani, riferimento di un elettorato di centrosinistra e spesso anche di sinistra quindi non possiamo esimerci dal dialogo e dal confronto, anche per sollecitare le sensibilità più vicine a noi al loro interno. Siamo comunisti ed il nostro obiettivo è quello di leggere la realtà perché vogliamo provare a cambiarla.

Tin Napoli ringrazia Raffaele Federico per la cortesia e la disponibilità.

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