La FGCI partecipa attivamente alla manifestazione e alla lotta per il diritto alla casa che si terrà ad Ancona il 15 Febbraio.

La casa è un diritto fondamentale che la crisi del modello di sviluppo capitalista sta negando ai cittadini, ai giovani e ai lavoratori. Questo meccanismo genera povertà diffusa che impossibilita il pagamento di un affitto o delll’IMU, che grava soprattutto sulle prime case, le uniche delle famiglie lavoratrici.

Ovunque in Italia è esplosa l’emergenza casa e, purtroppo, la nostra Regione non resta esclusa da questo sistema iniquo. L’occupazione dello stabile di via Ragusa, un asilo del centro ribattezzato “casa di ni’ altri” (la nostra casa), promosso e sostenuto dal PdCI di Ancona e da altre forze, ha fatto riemergere tutte le contraddizioni dalla povertà prodotta dal sistema capitalista caratterizzato dalla concentrazione di capitali sempre maggiore in mano ai ristretti gruppi a discapito dei cittadini ed operai.

Questa esperienza, unica nelle Marche, si è conclusa con uno sgombero feroce e repressivo, dai contorni bui e pericolosi. Infatti, se da una parte i lavoratori e migranti hanno lottato per i propri diritti, dall’altra i governi si sono adoperati per attuare misure sempre più repressive, per incutere paura ai deboli che iniziano ad organizzarsi, relegandoli nell’angolo più infimo della scala sociale.
In questo caso il Comune ha dichiarato guerra a tutti coloro che lottano per i propri diritti, tutto questo mentre esso svende e privatizza, di accordo con lo stato,  il suo cantiere navale, i suoi trasporti, numerosi stabili e importanti servizi pubblici, svende il suo patrimonio comunale per ripianare i debiti prodotti dalla mala gestione e dalla mala politica, e mentre il commercio muore sotto la scure della grande distribuzione.

Questo sgombero è incomprensibile, inaccettabile, e ad esso i comunisti delle Marche si oppongono fortemente. Queste pratiche oppressive, fatte di di denunce e segnalazioni (uno degli occupanti della casa è stato portato in un CIE perché sprovvisto di documenti) sono solamente vile repressione prodotta da una politica ridotta ad una farsa.

Per questo la sezione marchigiana della FGCI denuncia questo fatto con forza e con forza ribadisce la necessità oggettiva di un forte partito comunista, che organizzi e diriga le lotte, che sia vicino ai lavoratori, ai disoccupati, agli sfruttati, ai giovani e a tutti coloro che il sistema globale sta sfruttando e negando un futuro dignitoso. La politica repressiva non potrà fermare la lotta per I nostri diritti e la nostra battaglia per il futuro.

FGCI

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2 Comments

  1. Sono stanco di farmi chiamare COMUNISTA – Il partito Comunista è un’altra cosa ed a furia di non farci caso ci siamo persi nella storia cercando l’uomo per fare il segretario – le primarie appartengono agli iscritti del partito se votano gli altri il risultano viene falsato ed allora dove andiamo a cercare i gatti in casa d’altri, smettiamolo che abbiamo perso ogni principio e tanto che ci ritroviamo un Sacrestano allla Presidenza del Consigli ed alla Presidenza della Repubblica un Fascista travestito da Comunista

    1. Caro Antonio, stai facendo un pò di confusione.
      I “Comunisti” di cui stai parlando tu oggi non si fanno più chiamare così.
      Si fanno chiamare “PARTITO DEMOCRATICO”, che è una cosa diversa, dicono cose diverse, hanno un nome diverso e programmi politici diversi.

      Quelli che oggi, anno 2014, si presentano come COMUNISTI sono quelli che ci credono ancora, che ci credono veramente, nonostante tutto. Gli altri che dici tu, D’Alema, Napolitano, sono solo dei traditori, punto.

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