Il 15 e 16 Febbraio 2014 si è tenuto a Madrid il Decimo Meeting delle Organizzazioni Giovanili Comuniste Europee (MECYO), sotto lo slogan “Crisi del Capitalismo, lotte dei giovani e ruolo delle Organizzazioni Giovanili Comuniste”. Come organizzazioni partecipanti affermiamo che:

La situazione della gioventù della classe lavoratrice e quella degli strati popolari nelle nostre nazioni è fortemente marcata dall’attuale contesto di crisi del capitalismo dovuta alla sovrapproduzione e alla sovra accumulazione, caratteristiche connaturate al sistema capitalista. La sua origine è il risultato della maturazione delle contraddizioni interne al capitalismo stesso e non il prodotto della cattiva gestione che i vari agenti politici ed economici della borghesia conducono a livello internazionale.

Lo sviluppo della crisi del capitalismo in Europa sta avendo un impatto devastante sulle vite e sul lavoro della gioventù.

Sotto il capitalismo, la gioventù della classe lavoratrice e degli strati popolari è un settore particolarmente vulnerabile e sfruttato, in quanto anche nei periodi di espansione ed accumulazione soffre le peggiori condizioni sociali e lavorative, essendo più esposta al mirino del capitale.

Con questa crisi, il capitalismo radicalizza la sua natura parassitaria e la sua concentrazione monopolistica finalizzata alla massima estrazione di plusvalore. Il livello di insicurezza e sfruttamento aumenta tra i giovani a livelli insopportabili, togliendo il futuro dalle loro mani.

Viene così riaffermato che il capitalismo non può risolvere i problemi sociali e soddisfare i bisogni dei lavoratori e delle nuove generazioni; al contrario il capitalismo cerca di sfuggire alle sue inevitabili contraddizioni scaricandone il peso sui lavoratori e intensificando lo sfruttamento, la povertà, la disoccupazione e i pericoli di nuove guerre imperialiste.

L’oligarchia cerca di riguadagnare il proprio tasso di profitto all’interno della crisi distruggendo capacità produttiva e condannando milioni di lavoratori alla disoccupazione; mentre lavoratori adulti sono sempre più rimpiazzati da un significante numero di giovani ingabbiati in contratti straordinari di massimo sfruttamento. Nell’insieme, la crisi del capitalismo viene usata per aumentare l’attacco ai diritti e alle conquiste della classe lavoratrice, per mettere in pratica le strategie comuni dei monopoli contro lavoratori, strati popolari e soprattutto contro i giovani.

Questo assicura che i monopoli e i governi capitalisti dell’Europa usino i milioni di giovani disoccupati e sottoccupati come una lancia contro il resto della classe lavoratrice e contro i diritti che essa conquistò grazie alla congiunzione di due fattori: anni di intense lotte operaie e l’esistenza fino agli anni ’90 di Paesi europei socialisti guidati dall’URSS. Questo rafforzava le lotte di lavoratori e popolo e metteva pressione alle nazioni capitaliste.

La gioventù nelle nazioni europee affronta oggi un tasso di disoccupazione elevatissimo, che in molte nazioni supera il 50%. Questo genera per la borghesia europea un esercito industriale di riserva di milioni di giovani. Per questo, la necessità e la disperazione dei giovani e della forza lavoro resa in esubero vengono sfruttate dalla borghesia per peggiorare ancora di più le condizioni di lavoro, le precarie forme contrattuali e i bassi salari. Un esempio chiaro è il Piano di Garanzia per la Gioventù che è stato deliberato dall’UE con l’avvallo dei governi capitalisti, socialdemocratici e neoliberali e che verrà usata nei Paesi con alti tassi di disoccupazione. Ancora peggiore è la situazione delle giovani donne della classe lavoratrice, usate come una fonte di forza-lavoro più economica e più sfruttabile. A parità di lavoro svolto, le giovani donne ricevono ancora un salario minore e giacciono in condizioni più precarie.

Noi chiamiamo i giovani lavoratori e i giovani disoccupati a rigettare questo e quel piano per lo sfruttamento della loro gioventù, a non accettare le croste gettate a loro, a stare ritti in piedi insieme alla classe lavoratrice e ad organizzarsi in ogni posto di lavoro, a rafforzare i sindacati di classe e a lottare per i propri diritti in un posto di lavoro stabile e permanente con pieni diritti.

L’Unione Europea, come alleanza sovranazionale imperialista, insieme ai suoi governi borghesi legifera per i monopolisti con lo scopo di piegare la forza lavoro con riforme, leggi e direttive. Questo è l’obiettivo della sua esistenza, la natura di classe dell’UE e delle altre organizzazioni imperialiste. Al 1contrario, i giovani hanno tutto l’interesse a lottare contro di esse.

Allo stesso tempo la battaglia si combatte anche sul piano ideologico dove i borghesi usano termini quali competitività, piani d’occupazione giovanile, contratti di formazione o l’esaltazione della flessibilità per giustificare e legittimare nella coscienza dei giovani il peggiorare delle condizioni lavorative e sociali.

Questo stesso fenomeno si riflette nell’educazione, un’altra area chiave dove i giovani sono coinvolti. L’oligarchia europea, attraverso molteplici leggi, trattati e riforme (il Processo di Bologna e la Strategia Universitaria per il 2015), sta cercando di indirizzare l’educazione verso riforme reazionarie volte ad escludere i figli della classe lavoratrice e a soddisfare le esigenze del capitale.

Al tempo stesso, migliaia di giovani lavoratori sono condannati all’emigrazione. I giovani lavoratori cercano ormai di svendere la propria forza lavoro all’estero per avere un futuro appena migliore rispetto a quello che la propria versione di capitalismo nazionale offre. Questo fenomeno è tragicamente simile ad una nuova ondata come quella che nel secondo dopoguerra obbligò migliaia di giovani europei a lasciare le proprie case per lavorare in nazioni più industrializzate. Oggi le nuove generazioni di immigranti vanno nuovamente all’estero per sopravvivere, mostrando come il capitalismo generi solo e soltanto le stesse tragedie per i lavoratori e le loro famiglie.

La gioventù in tutte le nazioni può trarre conclusioni sul senso della libertà di movimento di cui l’UE si professa campione sin dal trattato di Maastricht: libertà per i capitali di sfruttare tutti ovunque e in ogni maniera essi decidano. In tutte le nazioni d’Europa la gioventù deve lottare per i suoi diritti odierni e contro le cause del proprio sfruttamento, disoccupazione e emigrazione forzata.

I giovani devono respingere tutte le politiche che lavorano in favore degli interessi dei monopoli e tentano di dividere la classe lavoratrice tra giovani e adulti, tra lavoratori immigrati e lavoratori nativi, e devono lottare contro tutti quei tentativi di mistificazione delle coscienze attraverso i veleni del fascismo e del nazismo.

Le organizzazioni presenti al 10° MECYO lottano per organizzare i giovani contro i piani dell’UE e dei governi borghesi. Noi supportiamo ed organizziamo la lotta di massa con carattere di classe e la lotta contro le posizioni opportuniste che chiamano i giovani e tutta l classe lavoratrice a riconciliarsi con il nemico di classe e sostenere il sistema capitalista.

Allo stesso tempo conduciamo una battaglia ideologica volta a mostrare le menzogne e le leggi anti-comuniste che in anni recenti hanno allontanato consistenti strati popolari dal movimento comunista, unico movimento che lotta per gli interessi delle classi oppresse.

Va anche analizzato il fenomeno del fascismo in Europa. Il fascismo è nato ed è sempre stato utilizzato come strumento del sistema capitalista. Questo si presenta con una retorica anti-sistema per mistificare la coscienza dei giovani, mentre in realtà rappresenta il braccio armato per reprimere i movimenti e le lotte popolari. I comunisti hanno il compito di mostrare il reale carattere del fascismo.

Come organizzazioni giovanili, assieme ai nostri partiti, abbiamo il dovere di rappresentare l’avanguardia del movimento di classe, innalzare il livello della coscienza e organizzare la lotta verso obiettivi precisi. Le gioventù comuniste aspirano a guidare i giovani degli strati popolari nella lotta per l’espansione dei diritti, per rafforzare il movimento che rivendica più diritti per i lavoratori, per il popolo e per la gioventù, con l’obiettivo di accumulare rapporti di forza con l’obiettivo della costruzione del socialismo e per una nuova società, libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, l’unico futuro possibile per tutta l’umanità.

Dal 10° MECYO le organizzazioni presenti esprimono solidarietà con la lotta popolare e dei lavoratori contro la dittatura dei monopoli.

Chiamiamo tutti i giovani a lottare per i loro diritti e le loro necessità, per un lavoro stabile e con diritti, per una scuola ed una università gratuite, per il diritto ala salute, alla sicurezza sociale e per un libero accesso alla cultura.

Noi chiediamo l’abrogazione delle leggi anti-comuniste, cosi come la fine di qualsiasi approccio reazionario volto a comparare il comunismo e la costruzione del socialismo con il nazi-fascismo. Questa comparazione e queste leggi sono alla base dell’ideologia promossa dall’UE.

Ci appelliamo alla gioventù affinché aumenti la lotta per i propri diritti, contro l’imperialismo, per la costruzione di una società che garantisca la possibilità della realizzazione delle aspirazioni della gioventù, per la pace, la solidarietà, per un lavoro dignitoso, affinché la classe lavoratrice abolisca lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, prenda il controllo del potere politico ed economico e costruisca il socialismo.

 

A cura di Luca anzini

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