“Israele unica democrazia del medio oriente”; “Israele aggredita”; fino ad arrivare ai più speciosi e politicamente “corretti” cordogli a senso unico per i tre ragazzi israeliani uccisi. Uccisi da Hamas, con sentenza già scritta e passata in giudicato sui media occidentali: garantisti per i propri comodi, accusatori ipocriti quando non si vede l’ora di far saltare un accordo storico tra Fatah e Hamas, che sembrava finalmente unire, dopo decenni di divisione, le dirigenze politiche palestinesi.

Dove sono tutti i simpatizzanti democrats delle primavere arabe?
A parlare di quanto Israele sia in pericolo? A ignorare l’ennesima strage nei territori occupati? Perché di questo, nuovamente, si tratta. Di morti sotto le bombe, di due ragazzi palestinesi uccisi come ritorsione e che non vedranno mai i loro funerali proiettati dalla “democratica” Rainews24.

Se non fosse per il penoso rincorrersi di Sindaci, Assessori, del PD, di Forza Italia, dell’area centrista, di un Presidente della Repubblica che continua nel suo isolamento dorato elogiando pure Almirante il giorno prima, un rincorrersi di cordogli, di solidarietà verso uno Stato occupante che uccide, bombarda, opprime, rinchiude, se non fosse per questo misero carosello di ipocrisia non avremmo problema alcuno a dare solidarietà umana per tre ragazzi uccisi, anche se coloni in terra altrui, perché non è con lo spezzare le vite anche inconsapevoli o complici di un’oppressione che si cambiano le radici dell’oppressione stessa.

Ma i caroselli senza dignità ci impongono, a noi, di tenere alta la bandiera palestinese, nonostante tutto e nonostante questa finta sinistra e questi finti democratici, ormai così poco distinguibili dalla filosofia berlusconiana dei tempi ruggenti. Nessuna riflessione, nessun porsi domande, nessun chiedersi se un omicidio così possa giovare alla causa di un popolo oppresso, se, anche ammesso fosse stato Hamas, debbano essere giustificati bombardamenti, morti a decine ancora e ancora, rastrellamenti, arresti. Dov’è la dignità, dov’è la verità?

Dopo Ucraina, Libia, Siria, a sostenere “rivoluzioni” a comando se lo dice Obama, a sostenere carnefici a comando se Obama tace. Di che dignità politica state parlando?

Spesso il silenzio è attuato da chi si sente superiore, da chi vuole ignorare le richieste pressanti perché le giudica strumentali, ipocrite.

Il silenzio e il sentirsi superiori, però, possono anche essere sintomo di una voragine profonda. Laddove, appunto, in quella voragine non manchi solo la dignità politica, ma anche quella umana.

 

Federazione Giovanile Comunisti Italiani

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