nemtsov16 mila persone sono una testimonianza, in una città con 11,5 milioni di abitanti. Solo tra comunisti (opposizione principale del paese, fortissimi nelle regioni Siberiane) e putinisti, durante il mese di febbraio sono scese in piazza solo a Mosca 40 mila persone.
Al cordoglio di una morte, occorre sempre evitare congetture. Quando c’è di mezzo una possibile guerra, già presente in alcune aree, soprattutto.
Nemtsov l’oppositore. Je suis Nemtsov. La primavera della solita opposizione a Putin. Si sprecano gli aggettivi e le frasi. Zero analisi, zero sostanza.
Nemtsov non era un’idealista. Di lui i russi ricordano le privatizzazioni selvagge, longa manus di Eltsin e grande amico di Gajdar. Un’ultraliberista di destra, che con le sue collaborazioni alle riforme di Gajdar ha favorito ampi settori dell’oligarchia e del crimine organizzato russo.
Oggi non era che uno dei tanti leader di un’opposizione liberista che in Russia, messa tutta assieme, non raggiunge il 4% dei consensi nazionali, con i voti concentrati soprattutto a Mosca e San Pietroburgo.
Ci possono essere tanti interessi dietro una morte di un martire. Dall’estremismo ucraino, a quello islamico del caucaso. Passando per quinte colonne dentro lo stesso governo della Federazione Russa (ovvero ciò che fa riferimento al più liberale Medvedev, ex delfino di Putin). Ma di certo vale una frase dello stesso Putin a spiegare la faccenda: “Oppositori così per me sono più pericolosi da morti che da vivi”.

Luca Rodilosso – redazione ilcomunista.it

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