Bisogna dare atto a Giuliano Pisapia che è stato almeno in questo coerente fino in fondo: ha detto che non si sarebbe ricandidato e così è stato. Gestione chiaroscura del comune, tante aspettative disattese, forse perché anche troppe di per sé, ma comunque una minima tenuta democratica rispetto alle becere e affaristiche giunte di destra precedenti. Certo il suo entourage è stato forse uno degli elementi penalizzanti più del soggetto in questione, ma si sa che questi sessantenni di sinistra quando scelgono i giovani, in Italia, valutano molto l’affiliazione e non ci si può aspettare grandi doti se non una preponderante cortigianeria. Oggi che fare? La sinistra milanese, in particolare quella di chi ha creduto in un cambiamento forse fin troppo facile e a basso sforzo, deve ripartire da un capovolgimento della visione politica. Il vecchio centrosinistra non esiste più. Nuove forze movimentiste hanno fatto irruzione sulla scena politica dal 2013 e con queste, che in parte sono anch’esse portatrici di istanze di cambiamento, bisognerà affrontare un nuovo ragionamento. Le illusioni arancioni sono finite. Rimane un’arcipelago frastagliato, tante zattere a sinistra e una corazzata chiamata renzismo. Occorrono timonieri arditi, consigliati da saggi vecchi marinai. Che devono però lasciare il timone, pena l’ennesimo fallimento.

Luca Rodilosso – Coordinatore FGCI Milano
Segretario PCdI Milano Zona 1

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