di Francesco Valerio della Croce, Coordinamento nazionale FGCI
Quello andato in scena poche ora fa in Brasile  è un colpo di stato vero e proprio, un rovesciamento della volontà popolare attraverso l’uso politico della magistratura e delle accuse penali, rivelatesi prive di fondamento per stessa statuizione degli organi giudiziari brasiliani, col fine unico di destituire la legittima presidente brasiliana, la compagna Dilma Rousseff.
E’ comune la valutazione, da parte delle forza comuniste e rivoluzionarie del mondo, che si tratti del tentativo, andato in porto, di archiviare un decennio di progresso e conquiste sociali ottenute dal popolo brasiliano grazie ai governi progressisti di Lula e Dilma, governi in cui il supporto e l’azione del Partido Comunista do Brasil è stato fondamentale. L’inizio di questa ondata reazionaria che sta travolgendo il continente latinoamericano è databile coi tentativi, tuttora in corso, di sovvertire il legittimo governo del Venezuela bolivariano, in particolare contro il presidente Maduro. Una ondata passata anche attraverso la sconfitta delle forza popolari in Argentina nei mesi scorsi.
Più  in generale, a livello mondiale prosegue, anche in forme inedite, la politica destabilizzatrice dell’imperialismo made in USA, che tende all’annullamento della volontà e della sovranità popolare, dell’indipendenza nazionale e allo stroncamento dei processi rivoluzionari mondiali. Lo abbiamo scritto più vote: la guerra e l’attacco in corso a livello mondiale sono rivolti ai paesi emergenti BRICS, visti – a ragione- come un temibile concorrente e avversario dagli USA e dall’imperialismo, a causa della superiorità economica, politica, diplomatica (e militare, in un futuro non troppo lontano) che contraddistingue la qualità delle relazioni tra questi Paesi e il mondo, e  in particolare l’asse tra Russia e Cina.
Lo scopo di questa offensiva da parte degli USA e dell’imperialismo è chiaro: colpire i governi sovrani, indipendenti e progressisti per isolare e neutralizzare l’asse tra Russia e Cina, il cuore della “minaccia” all’egemonia americana sul mondo. Il conseguimento dello status formale di alleato militare degli Stati Uniti d’America da parte dell’India, denunciato e condannato alcuni giorni fa da parte del Partito Comunista d’India (Marxista), è un’ ulteriore mossa posta in essere in questa strategia del conflitto globale.
La Federazione Giovanile Comunista Italiana, nel ribadire la sua costante vicinanza e solidarietà al popolo brasiliano, ai compagni del Partido Comunista do Brasil e della UJS, al governo legittimo e alla presidente Dilma Rousseff, si impegna alla mobilitazione – raccogliendo l’appello della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, di cui la FGCI è componente – alla denuncia militante del colpo di stato. Chiediamo al governo italiano di non riconoscere la legittimità del nuovo governo Temer e di congelare le relazioni diplomatiche con i nuovi assetti politici istituzionali sorti con il golpe.
La FGCI invita tutti i suoi militanti alla mobilitazione, all’opera di controinformazione sui fatti accaduti in Brasile e alla vigilanza democratica.
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