di Salvatore Ferraro, Coordinamento naz.le FGCI

Il Governo Renzi si è reso protagonista dell’ennesima politica di propaganda questa volta targata Student-Act. Tralasciando l’uso smodato di termini Inglesi con una cattiva sintassi che il nostro Governo ci ha abituati, questo provvedimento non risolve in alcun modo le lacune dell’Università causate da continui tagli all’Istruzione che i Governi nostrani hanno perpetrato e stanno perpetrando sistematicamente con l’intento di destrutturare il mondo dei Saperi.
Nel provvedimento saranno previsti 50 milioni per il diritto allo studio, “super-borse di studio”, il rinnovo del bonus cultura di 500 euro per studente e l’introduzione di una “no tax area”.
A nostro avviso, i 50 milioni di euro che saranno destinati al Fondo Integrativo statale per il diritto allo studio sono insufficienti, il Governo in primis si impegni a coprire gli interi importi delle borse di studio che non sono state rilasciate agli studenti risultati idonei. Solo nel 2015 1 studente su 4 è risultato idoneo non beneficiario nell’assegnazione della borsa di studio.
Inoltre riteniamo troppo stretta la forbice per cui dovrebbe scattare la no tax area con  un reddito Isee dello studente e della sua famiglia compreso tra i 12000 e i 15000 euro.
Non ci è dato sapere quante super-borse  verranno elargite agli studenti che avranno conseguito un buon voto alla fine del ciclo di studi delle scuole secondarie, però già sappiamo che è una misura insufficiente per poter consentire un maggior numero di iscritti negli Atenei italiani, in quanto è assurdo tener conto esclusivamente di un mero punteggio alla fine delle superiori e non permettere, nel 2016, di garantire l’accesso ai maggiori livelli di istruzione a tutti gli studenti.
Non traspare nessun tipo di equità sociale nemmeno nel bonus di 500 euro dato ai 18enni per l’acquisto di biglietti del cinema, libri e teatro in quanto non vien tenuto in nessun modo conto delle differenze sociali che vi sono tra un 18enne e l’altro in quanto non sono previsti in nessun modo scaglioni di reddito. Il diritto all’istruzione non può essere fornito con una mancia di 500 euro all’anno per i singoli studenti; il diritto all’istruzione, alla cultura deve essere di tutt’altro tipo fornendo ad esempio libri di testo gratuiti e non finanziamenti mascherati alle grandi case editrici, ai cinema e alle strutture convenzionate col Governo.
Siamo di fronte all’ennesimo provvedimento classista che dietro la falsa riga del merito nasconde tutto il suo fine elitario facendo in modo che la scuola diventi un privilegio per pochi a cui vogliono abituarci.
L’istruzione deve essere intesa come un investimento per la crescita del Paese e non una spesa, investire in istruzione significa investire non solo nell’avvenire dei giovani ma nel futuro di un Intero Paese.

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