di Salvatore Ferraro, della segreteria nazionale della FGCI e responsabile Scuola-Univesità

La Federazione Giovanile Comunista Italiana aderisce in tutta Italia alla prima mobilitazione contro la Buona Scuola.
Le politiche lacrime e sangue del Governo non possono essere accettate, specialmente se è in gioco un diritto inalienabile, una questione che riteniamo centrale come l’istruzione.
Il Mondo dei Saperi in questi ultimi anni è messo sotto scacco dai tagli lineari, dalle politiche di Centro-Destra e Centro-Sinistra che mirano a destrutturare un settore fondamentale per la crescita culturale degli individui. Un settore indispensabile per l’emancipazione sociale di intere generazioni e per la lotta alla disuguaglianza.
Denunciamo fortemente il modello della legge 107, la Buona-scuola di Renzi in continuità con gli altri Governi, volutamente, non offre una soluzione per migliorare l’istruzione pubblica.
L’introduzione della figura del Preside-manager non farà nient’altro che accentuare le raccomandazioni all’interno dell’apparato statale. Difatti con la chiamata diretta il Preside potrà scegliere a proprio piacimento, in modo arbitrario da un albo territoriale, i professori che riterrà più “idonei” ed avrà la facoltà di promuovere o bocciare i neo-assunti . Ovviamente questo favorirà gli amici degli amici, piegherà tutti i docenti che non si piegheranno alle logiche del Preside. Già immaginiamo le lunghe file alla porta del preside col cappello in mano o la chiamata di qualche “pezzo grosso” al Preside per sistemare un proprio figlio o un proprio familiare. Inoltre ci opponiamo fortemente all’alternanza scuola-lavoro, ci opponiamo alle 400 ore di lavoro che dovranno svolgere gli studenti degli istituti tecnici e alle 200 ore che dovranno svolgere gli studenti dei licei. Ore non retribuite che andranno a favorire le imprese che avranno manodopera gratis da poter sfurttare ed a intaccare le feste pasquali, natalizie o le vacanze estive degli studenti, i quali già svolgono il più delle volte, piccoli lavoretti per racimolare qualcosa.
Purtroppo non si è preso nessun provvedimento contro il caro-libri, non vi è nessuna forma di welfare studentesco per andare contro la crisi.
Ribadiamo che c’è bisogno di un piano nazionale per l’edilizia scolastica, le tragiche recenti vicende del terremoto, purtroppo, sono state da monito. 1 edificio su 5 ha lesioni strutturali, il 74% viola le norme di sicurezza (assenza di porte antipanico, scale di emergenza).
Non si può morire di scuola.
Bisogna investire in istruzione ed in ricerca per uscire dalla crisi, bisogna investire nel futuro dei giovani.
I soldi ci sono ma si spendono per foraggiare nuove guerre, si cedono ogni anno al Vaticano.
Soldi che non istruiranno nessuno, soldi che beneficeranno i soliti noti.
Come FGCI è nostro compito fermare questo abominio, ci impegneremo in tutta Italia a mobilitare gli studenti, a mobilitare i docenti, la buona scuola deve essere fermata!
Il 7 Ottobre tutti in piazza, consci che le lotte degli studenti sono le lotte dei lavoratori non solo del mondo della scuola ma dei lavoratori in generale che sotto il peso della crisi subiscono l’Austerità del Governo e dell’Europa. Lotteremo affinchè vinca il NO al referendum costituzionale, perché la modifica della struttura istituzionale favorirà la modifica e la non applicazione dei diritti.
Il 7 lanceremo l’appello agli studenti di aderire alle altre 2 giornate di lotta del 21 Ottobre, sciopero nazionale del lavoro e del 22 al No Renzi Day contro la modifica costituzionale.
Ci vogliono austeri, ci avranno ribelli!

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