Leggendo il verbale firmato dal governo con i segretari di CGIL, CISL e UIL, ci sembra di capire che, seppure si possano intravedere alcuni punti apparentemente migliorativi rispetto all’attuale legge Fornero, la reale situazione che si profila si prefiguri di molto peggiore di quella che esisteva prima di quella legge.

L’accettazione dei 41 anni di anzianità per i lavoratori precoci o per lavori “usuranti”, comunque da definire, significa abbandonare qualsiasi richiesta di ritorno ai 40 anni e di diminuzione del “tempo complessivo” di lavoro in una prospettiva di “lavorare meno per lavorare meglio e tutti”. Restano in piedi, drammatiche, quelle condizioni di vero e proprio “obbligo di lavorare” (una condanna a vita) per i lavoratori più anziani. Condizioni che, di fatto, impediscono di garantire un lavoro sicuro e giustamente retribuito ai giovani.

Bisogna prestare anche la dovuta attenzione al fatto che, approvando questo accordo e quindi modificando la legge Fornero, non si potrà fare il referendum abrogativo

E non addentrandoci (adesso) a parlare di APE o altre cose assolutamente infami, abbiamo la sensazione (suffragata da quanto è successo e accade in questi ultimi decenni) che, al solito, la lotta sindacale viene condotta solo “sulla difensiva” forse per ottenere qualcosa di meglio rispetto al peggio che i padroni prospettano. Una specie di “gioco delle parti” che viene accolto da chi vive del proprio lavoro in maniera negativa, con rassegnazione e indifferenza. Non c’è quasi mai nulla di migliorativo rispetto a condizioni precedenti e diritti strappati – è bene sempre ricordarlo – con il sacrificio e la forza dei lavoratori che lottavano per ottenerle. Si accetta tutto con qualche leggera modifica rispetto a quanto presentato dalla controparte. Sembra quasi che sia la traduzione del “voto utile” nella “firma utile”.

La Federazione Giovanile Comunista Italiana esprime una posizione chiara:

Lavorare meno per lavorare tutti. Abbassamento a 60 anni dell’età pensionabile. Riduzione di ulteriori cinque anni per i lavori usuranti.

Lavoriamo per vivere. NON VIVIAMO PER LAVORARE !

Federazione Giovanile Comunista Italiana

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