di Marta Marando, segreteria nazionale FGCI

La ministra Giannini, commentando lo sciopero degli studenti ha detto: “Di questi tempi, tutti gli anni, c’è una comprensibile e tradizionale voce degli studenti. Non mi pare che ci siano obiettivi precisi, mi sembra che sia una richiesta di attenzione”.
Studenti come bambini viziati che richiedono attenzioni, ecco la visione del nostro ministro all’istruzione nei confronti di chi rivendica i propri diritti. Nei confronti di chi ancora pensa che la scuola sia l’incubatore delle generazioni future.
Nei confronti di chi pensa che l’istruzione scolastica debba essere svincolata da qualsiasi gioco di potere e debba semplicemente essere lo strumento, il più grande strumento, che un Governo responsabile e consapevole ha per far crescere la propria società.
Nei confronti di chi pensa che cominciare l’anno scolastico senza professori, sia demotivante e inaccettabile. Nei confronti di chi reinserirebbe qualche ora di storia dell’arte piuttosto che 400 ore di scuola-lavoro.

Ci vogliono pragmatici, flessibili e innovativi. Organizzati ed efficienti.
Mentre noi vogliamo solo Sapere, ci nutriamo di conoscenza per poter diventare la versione migliore di noi stessi.
L’istruzione è il primo bene comune della nostra società, non è un’impresa. Ha bisogno di un preside che educhi, non un preside che diriga. Ha bisogno di un Governo che renda l’istruzione totalmente accessibile e totalmente pubblica, non un governo che riorganizzi la struttura.

Rendere una generazione responsabile e consapevole vorrebbe dire creare una futura classe dirigente responsabile e consapevole..ma a quel punto, che figura ci farebbe la Giannini?
Abbiamo bisogno di un’ottima scuola, non ci accontentiamo di quella buona.

La conoscenza è cosa morta. La scuola serve per vivere.” Albert Einstein

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