di Salvatore Ferraro (Resp. naz.le Scuola FGCI) e Dennis Vincent Klapwijk (Resp. naz.le Lavoro FGCI)

Si legge oggi, con fanfara trionfante, che il governo tramite il MIUR ha sottoscritto un accordo con 16 grandissime realtà (alcune: Zara, McDonald’s, Accenture, Coop, Poste Italiane, Intesa Sanpaolo, IBM, ENI. Ma anche Bosch, FCA, General Electric, HPE, Loccioni, il Fondo Ambiente Italiano, il Consiglio Nazionale Forense, Dallara ) per l’alternanza scuola lavoro.

Una realtà in particolare, della ristorazione, ha attratto l’attenzione: “Il progetto per i prossimi tre anni, offre a 10.000 studenti l’anno dei percorsi mirati sulle soft skill, cioè quelle competenze di carattere relazionale e di comunicazione interpersonale fondamentali per approcciare al meglio il mondo del lavoro, a prescindere dal ruolo. Gli studenti impareranno l’attività di accoglienza e di relazione con il pubblico, alternato a momenti di formazione in aula e di training on the job, impareranno a lavorare in squadra e il problem solving.”

Bene, traduciamo in italiano questo paragrafo tra virgolette: “Il progetto offre, senza alcun tipo di retribuzione, dei percorsi mirati (scelti da chi ? In che modo ?) su quelle competenze che permettono di parlare e rapportarsi con le altre persone al meglio per trovare un lavoro, oggi che la precarietà è legge, a prescindere dal ruolo, cioè qualsiasi cosa tu faccia devi farla come ti verrà indicato (che novità). Gli studenti impareranno a parlare con i clienti ( servizio cassa ?) alternato a momenti di formazione in aula (altra novità grandiosa: è obbligatoria per qualsiasi rapporto di lavoro, sia anche volontario, un minimo di formazione in aula. Per esempio il corso sulla sicurezza sul posto di lavoro) e di allenamento al lavoro (in quali orari ? Nelle 200 previste ?) impareranno a lavorare in squadra (come più o meno ovunque, anche al grest estivo) e a risolvere i problemi sul posto di lavoro (cosa per la quale occorre riprepararsi ogni volta che un lavoratore cambia mansione o posto di lavoro). Quindi Tra una declinazione di latino e l’apprendimento delle varie equazioni in che modo può favorire l’alternanza scuola-lavoro ad esempio presso un Mc Donald’s con la crescita culturale di un liceale? Nessuna. Insomma, riducendo all’osso il tutto, questa alternanza darà un aumento del 50 % di lavoranti nell’azienda della ristorazione, che al momento dichiara 20.000 dipendenti, senza alcuna retribuzione e utilizzabili nelle mansioni che deciderà l’azienda. Il Miur mortifica e umilia non solo l’intelligenza di tanti studenti ma umilia quella di un Paese intero. Questo accordo scaturisce da una serie di provvedimenti contenuti nella 107 che distrugge il nostro mondo dei saperi, non offrendo soluzioni per migliorare la didattica e facilitare il percorso di studi agli studenti. Andiamo dritti al punto: L’alternanza scuola lavoro è un mero bluff, serve soltanto a portare manovalanza gratuita, in questo caso ad un colosso che è contro ogni valore etico: cibo-spazzatura, contratti precari, si è fatto promotore di disastri ambientali in Amazzonia con la pratica del disboscamento per far spazio agli allevamenti intensivi e per produrre il packaging necessario per i “panini”. L’alternanza scuola-lavoro presso un Mc Donald’s stona anche con la formazione degli istituti tecnici. Pensiamo ad esempio ad un alberghiero che tra i tanti istituti tecnici può essere considerato più vicino a questi settori legati alla ristorazione. Non vediamo nemmeno qui nessun tipo di formazione(tra l’altro questi studenti fanno già lo stage). Come può formarsi uno studente di sala e di cucina in questo settore componendo esclusivamente panini a mò di puzzle in un processo che  prevalentemente tende alla meccanicizzazione in una catena di tipo Fordista.
Serve ben altro, non siamo contro il lavoro, siamo contro la precarizzazione di esso, contro lo sfruttamento di risorse umane, siamo contro questo tipo di formazione che non incoraggia e non offre prospettive solide e di miglioramento agli studenti.
Senza voler fare gli indovini, facile vedere già un bell’aumento di ragazzini con lo spazzolone tra i tavoli o dietro le casse a imbustare panini e patatine. Dando la possibilità alla ditta di ridurre l’orario di lavoro dei lavoratori “veri” a contratto, quindi retribuiti, quindi di diminuire la retribuzione per gli stessi, e intanto, aumentare la manovalanza in maniera gratuita.
Il sogno di qualsiasi capitalista, il cui fine è, ricordiamo, ottenere introiti elevati.

Stesso discorso per le aziende del campo vestiario etc etc.

Noi siamo per l’abolizione di questa schiavitù imposta: come è sempre stato, gli studenti che vogliono lavorare (sottraendo tempo ed energia agli studi, dovere primo di ogni studente) possono fare dei lavoretti, cercando di mettersi il più in regola possibile. Ma imporre duecento ore ai liceali e 400 agli studenti dei tecnici non retribuiti è da schiavitù, è da sfruttatori.
E noi comunisti agli sfruttatori ci opporremo sempre.

Finiamo con il titolo dell’articolo, ispirato ad una canzone dei Malagang: Grazie ! Al governo Renzi e al MIUR.

 

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