brennero

di Dennis Vincent Klapwijk – Segreteria Nazionale FGCI, Resp. Lavoro

 

Intorno alle 23 di domenica 20 novembre 2016, si è potuto guardare in un noto programma di informazione divulgativa un servizio inerente la “schiavitù dei camionisti”. Ovvero quegli autisti che vediamo tutti i giorni guidare i Tir e i camion di trasporto merce. Si vede come siano costretti dai padroni a superare le nove ore di lavoro giornaliero IMPOSTE PER LEGGE, senza nemmeno una variazione in positivo sulla busta paga (ma può comunque capitare in negativo). Si vede come le nove ore giornaliere obbligate si trasformino in 14 ore di lavoro, ogni giorno. Si vede come tramite alcuni trucchetti infami (calamite in punti tattici che blocchino il conteggio dei Km, doppio cartellino…) siano obbligati a falsare i dati delle ore passate a lavorare. Si vede come i camionisti difendano l’azienda e i padroni per il bisogno di sopravvivere fino alla pensione, beccandosi, in caso di scoperta del reato da parte delle forze dell’ordine, tutta la colpa (e le annesse spese delle multe).

Questi sono i camionisti che vengono sfruttati quasi alla morte. Loro e di altre persone. Quanti incidenti mortali vediamo in autostrada con protagonisti tir e camionisti ? Il profitto mette a rischio la vita di questi uomini, padri di famiglia, e di molti altri, padri e madri di famiglia, che possono trovarsi a passare nel tratto dell’autostrada sbagliato al momento sbagliato. Tutto questo per il profitto dei padroni. Che hanno le mani sporche di sangue.
Il capitalismo uccide. La brama di profitto uccide. Anche sulle autostrade, in una tranquilla giornata di guida.
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