london

di Salvatore Ferraro, Segreteria nazionale FGCI

<<Vostro per la rivoluzione>>, così si firmava lo scrittore americano Jack London.
Una vita vissuta tutta d’un fiato in lungo e in largo per l’America, dove quei luoghi hanno trovato spazio nei suoi romanzi, nei suoi racconti, abilmente descritti e non hanno mai avuto  un ruolo marginale o da cornice,  ma un ruolo pregnante nell’opera londoniana, sotto i ritmi di una narrazione calzante che non fa mai calare l’attenzione del lettore.
Come i luoghi, ha saputo ben descrivere la vita, gli eventi e i dolori della fatica, sì, perché è della realtà che il nostro scrittore si è occupato maggiormente, grazie alla sua penna ha saputo portare il suo vissuto da cercatore d’oro, da marinaio, da cacciatore di ostriche, da giornalista/reporter, da commentatore sportivo (di boxe si è occupato), da lavandaio, da lavavetri, da corriere e ,infine, da scrittore, sapendolo collocare nell’infinità della sua opera. Tanto ha scritto nell’arco della sua breve vita, ben 51 romanzi e 500 scritti (tra racconti e articoli di giornale).
Un autore che si è fatto amare molto dai lettori di tutto il mondo, da quando ha raggiunto la fama, London è stato il più venduto scrittore americano nel mondo, le sue opere sono state tradotte in 68 lingue,  i suoi 50 libri sono fra i più venduti classici,  le vendite mondiali di libri come il richiamo della foresta sono straordinarie (oltre 7 milioni di copie a partire dal 1903), e  si possono trovare collezioni delle sue opere complete nelle princiali lingue (in Russia ve ne sono 7), mentre in inglese molti suoi libri non sono in commercio. (1)
London è conosciuto per lo più per romanzi come Zanna Bianca ed il Richiamo della Foresta, che non trovano una giusta collocazione e purtroppo reclusi nella categoria libri per ragazzi.
Il parere dei lettori coevi più appassionati non andò di pari passo con quello dei critici, dai quali fu osteggiato soprattutto dopo il 1905, quando nei convegni socialisti incoraggiava e si dichiarava favorevole alla rivoluzione in Russia.
L’importanza delle sue opere va ricercata soprattutto nella denuncia sociale che egli fa, una sorta di leitmotiv che accompagna il viaggio del lettore, non solo sapendolo incanalare nella trama di alcuni romanzi come ad esempio in Martin Eden (romanzo autobiografico) o in Radiosa aurora dove il protagonista, un capitalista, si trova a discutere con il grooms dell’ascensore sui rincari dei trasporti; oppure in qualche racconto come il Messicano dove narra di rivoluzione attraverso il contributo che un pugile dà alla causa. Ma soprattutto negli scritti dove questa ha un ruolo centrale, come ad esempio il Popolo degli abissi (un’inchiesta sugli slums londinesi dove London ha vissuto per 2 mesi mescolandosi tra gli indigenti, gli invisibili di una Londra “sfarzosa” che tuttavia non verrà mai descritta); nei 13 racconti raccolti del 1909 dal titolo Revolution and Other Essays, dove il nostro autore spiega le sue idee attraverso alcune riflessioni e racconti fantapolitici. Va dritto al sodo quando si racconta nell’ultimo racconto, scusate per il gioco di parole, Cos’è la vita per me, nel quale spiega come mai egli è diventato socialista; infine nel celebre romanzo il Tallone di Ferro, romanzo fantapolitico incentrato sulla lotta di classe dove con lungimirante efficacia ha saputo prevedere l’avvento della reazione, l’ascesa della plutocrazia, appunto di questo Tallone di Ferro che l’umanità ha conosciuto con l’avvento del Fascismo. Ha saputo fare questo, da vero materialista, più di molti leader delle socialdemocrazie europee, tale lungimiranza gli fu attribuita anche da Trotskij in una lettera a Joan, la figlia di London, in cui gli riconobbe questo  merito.
Il Tallone di Ferro scritto nel 1907 ha avuto grande importanza, era una sorta di almanacco rosso che trovava la sua collocazione nelle varie biblioteche dei circoli progressisti. In Italia durante il fascismo fu vietata la produzione e fu censurato, tant’è vero che veniva diffuso in clandestinità. Una sorta di leggenda politica narra che Ernesto Guevara debba il suo nome al protagonista del Tallone di Ferro, Ernest Everhald. In questo romanzo London in un modo sapiente, chiaro e preciso, attraverso la voce del protagonista in alcuni discorsi, ha saputo spiegare le differenze tra materialisti e idealisti riportandole nel capitolo “La mia aquila” dove ad una cena, fa scontrare le sue ragioni (materialiste) con l’idealismo di alcuni membri del clero. Oppure nel capitolo “La matematica di un sogno” dove riporta con molta cura la teoria del Plusvalore di Marx e nel capitolo “I Distruttori della Macchina” dove spiega in modo abbastanza elementare l’acquisizione dei mezzi di produzione. Grazie alla sua vasta produzione letteraria e alla mole di documenti prodotti ha dato un grande contributo alle ragioni dei meno abbienti all’interno della lotta di classe. Difatti è stato inserito nell’Album rosso del FBI dove venivano raccolti e catalogati tutti i socialisti, i comunisti e i rivoluzionari. Sotto la sua foto in una nota c’era scritto:

Jack London (1876-1916): Famoso scrittore americano militante nel movimento operaio. Socialista. Combattè con la sua penna contro l’ordine costituito. (2)

London ci lascia il 22 Novembre del 1916 nella casa a Glenn Ellen, un anno prima della grande rivoluzione d’Ottobre. Chissà in che modo avrebbe descritto l’incrociatore Aurora e con quale entusiasmo avrebbe accolto un evento, quella rivoluzione che ha tanto rincorso e descritto e che in quei 10 giorni d’Ottobre sconvolsero il mondo.
Compagno London nel tuo centenario ma anche nei giorni avvenire non ti dimenticheremo, mai!

  • Cfr Saggio introduttivo sull’autore di Mario Picchi Introduzione all’opera di Walter Mauro – Il Tallone di Ferro editore Newton
  • Rivoluzione – editore Mattioli pagina 178
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