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La Federazione Giovanile Comunista Italiana aderisce alla campagna “Il mio voto vale”, promossa dal basso per iniziativa popolare, in favore di una legge elettorale proporzionale. La fine di un sistema elettorale proporzionale, unico sistema capace di inverare l’uguaglianza e la libertà del voto, – così come definito dalla Costituzione – ha significato per il nostro Paese e per il popolo la perdita graduale di sovranità politica e la demolizione dei diritti sociali, con Istituzioni nazionali sempre meno rappresentative e sempre più svuotate di sovranità in favore di altri luoghi decisionali sovranazionali ademocratici, come la Troika rappresentata da Commissione europea, BCE e Fondo Monetario Internazionale.

Il voto del 4 dicembre ci ha detto che il popolo italiano si riconosce nel dettato della Costituzione, non intende prestare il suo favore ad ulteriori stravolgimenti della Carta e ha evidenziato la volontà di rompere con la devastazione delle libertà individuali e collettive degli ultimi decenni.

La riaffermazione di una legge elettorale proporzionale, la legge della Costituzione, deve essere un obiettivo politico immediato per raccogliere le istanze di partecipazione e per dare effettività al principio del voto libero e uguale. Ogni iniziativa in tal senso è utile e va potenziata. Per questo la FGCI aderisce alla campagna “Il mio voto vale”.

Francesco Valerio della Croce

Segretario Nazionale FGCI

 

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L’appello: Il mio voto vale

Siamo un gruppo di cittadine e cittadini che reclama i diritti sociali che gli sono negati, dal lavoro alla casa, dalla salute all’istruzione. Per riprenderceli dobbiamo riappropriarci anche di un altro diritto, quello di voto.

Pensiamo infatti che siano troppi i nostri concittadini, soprattutto giovani, non interessati a esercitare la conquista del voto ritenendolo inutile, perché non vedono rappresentate le proprie idee, perché non possono scegliere i propri eletti. Sono stanchi di votare “utile” contro qualcuno scegliendo il meno peggio, sapendo che poi, alla fine, la loro condizione non cambierà, o di certo non in meglio.

Le ultime generazioni, a differenza della gran parte dei propri coetanei europei, hanno votato solo con il sistema maggioritario ottenendo sempre governi slegati dagli equilibri politici reali, talvolta forzati da collegi uninominali, altre volte su un assurdo e incostituzionale premio di maggioranza. C’è sempre qualcuno che, semplicemente arrivando primo per una manciata di voti, rivendica il diritto di decidere per tutti con la sua maggioranza. Ma maggioranza non è: è solo una minoranza prevalente. E ci sono molti che, pur partecipando anche in milioni, non hanno voce.

Il maggioritario doveva servire a semplificare e a dare stabilità: ma i partiti sono aumentati, sono ancora più litigiosi per le loro improprie velleità maggioritarie, e i governi cadono lo stesso. Però, a differenza del passato e di altri paesi nel mondo, molti cittadini non sono affatto rappresentati dalla presunta “alternanza” e nessuno di loro ha scelto senatori o deputati.

Per questo, in una fase in cui si discute di una nuova legge elettorale, crediamo che solo un sistema proporzionale, che faccia valere il principio costituzionale di un voto “libero e uguale”, possa garantire un ritorno al protagonismo delle idee, un recupero di partecipazione, una spinta alla concretezza.

Vogliamo un sistema in cui i voti valgono alla pari, senza trucchi e premi per qualcuno. Vogliamo un sistema in cui i cittadini possano scegliere i propri rappresentanti, senza eletti calati dall’alto. Vogliamo un sistema in cui si votano i programmi di ciascuno, che dia spazio a gruppi autonomi e liberi, non raffazonate coalizioni o liste destinate a sfaldarsi, né tantomeno uomini soli al comando, improbabili messia destinati a tradire le attese e logorare la nostra cultura democratica.

Vogliamo un sistema in cui il Parlamento si trovino intese tra diversi, non inciuci nell’ombra nascosti dietro slogan elettorali per arrivare primi.

Vogliamo un ritorno al futuro.

Vogliamo il proporzionale e le preferenze.

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