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di Nicolò Monti – Resp. Organizzazione e Comunicazione FGCI

 

Periodicamente l’INPS rilascia dati e statistiche sullo stato del lavoro. L’ultimo dato parla di circa 121 milioni di voucher venduti in 10 mesi, + 32% rispetto lo stesso periodo dello scorso anno. La stessa INPS ogni volta che pubblica questi dati lancia l’allarme, ricorda al governo che i voucher sono solo un lavoro nero legalizzato, che serve solo ad abbassare il costo del lavoro per le imprese e che intrappolano il sempre più grande esercito di giovani precari, in un girone infernale da cui uscirne è proibitivo una volta entrati.
Voglio raccontarvi un piccolo esempio, che mi ha riguardato. Ho lavorato come steward allo stadio Olimpico, per 5 anni. La paga, ovviamente in voucher, è di 37,50 euro a partita. L’orario di lavoro oscilla dalle 7 alle 9 ore, la flessibilità dipende dal settore dello stadio in cui lavori e da fattori non calcolabili né prevedibili. Se scindiamo i 37 euro e 50 cent. e li dividiamo per i 7,50 euro di valore che ha ognuno, ne esce fuori l’orario di lavoro pagato, cioè 6 ore, non 7, non 9. È la prestazione occasionale, bellezza.
Voi direte, “ma è un lavoro saltuario e non continuo”. Vero, ma in quei pochi giorni di lavoro le responsabilità di uno steward sono pari a quelle di un funzionario di pubblica sicurezza, di un poliziotto. Con annesse le responsabilità penali in caso di sbagli e mancanze specifiche per chi ha questo tipo di ruolo.
Non sono state poche le occasioni dove la paura di essere vittime di scontri, lanci di oggetti e aggressioni era forte e non pochi i casi in cui i colleghi si sono ritrovati realmente vittime di tutto ciò.
37 euro e 50 centesimi per tutto questo che vi ho raccontato. Ditemi voi, cari ministri, se vi sembra umano e dignitoso un lavoro del genere.
Ho lasciato il lavoro, anche se questo significa non avere nemmeno quei due spicci (pagati con enormi ritardi oltretutto) che perlomeno ti permettono di fare benzina e di uscire qualche volta con gli amici o la ragazza. Ho lasciato il lavoro perché una volta entrato nel fantastico mondo dei voucher, difficilmente riesci ad uscirne, data la mancanza di alternative.
Io m ritengo quasi fortunato rispetto alle migliaia e migliaia di lavoratori, giovani e non, che vengono regolarmente pagati in voucher per lavori da 5/6 giorni a settimana. Loro, che non hanno alcun diritto a ferie, permessi, giorni di malattia, contratti da poter impugnare etc., sono i nuovi schiavi del XXI secolo.
Però non tutto è perduto, la CGIL, a cui abbiamo dato il nostro sostegno, ha consegnato alla cassazione 3 milioni e 300 mila firme per tre referendum, di cui uno specifico per l’abolizione dei voucher. Un’occasione unica per dare finalmente una sterzata ad una lotto di classe che non è mai finita, ma che ora ha la possibilità di ritrovare una forza d’altri tempi. Il governo ha paura, pur di non far vincere i referendum ha l’intenzione di sciogliere le camere e andare al voto anticipato, come ha chiaramente detto il ministro del lavoro Poletti.
Allora, cosa aspettiamo? Che la ritirata finisca, che incominci la riscossa.

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