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Oggi in mezza Italia nevica.

Anche il meteo pare voglia spingerci a riflettere con quella che è probabilmente la più poetica e malinconica delle precipitazioni.

Il 5 Gennaio 1948 nasceva a Cinisi Peppino Impastato.

Figura notissima della lotta contro la mafia, verrà assassinato  il 9 maggio del ’78.  Data tragica, che coincide  col ritrovamento del corpo di Aldo Moro e con l’omicidio, nell’84, di un’ altra vittima della mafia: il giornalista Giuseppe (Pippo) Fava. Militante comunista, Impastato si scontrò contro il mondo delle mafie in cui era radicata la sua stessa famiglia. Gli sono state dedicate canzoni e film.Morto a 30 anni, pochi giorni prima delle elezioni che si sarebbero tenute a Cinisi e a cui egli stesso  avrebbe partecipato,Impastato non può non essere per noi una figura di riferimento.

Non solo perché giovane, ma anche per il modo in cui affrontò la mafia più violenta e collusa con lo Stato. La affrontò con uno strumento autogestito come una radio tramite cui riuscì a mettere alle corde un’associazione criminale di cui si sapeva davvero poco. La sua figura era talmente ingombrante da costringere le famiglie mafiose a prendere provvedimenti. La mafia , infatti, non poteva permettere che il Impastato acquisisse rappresentatività istituzionale che gli avrebbe permesso di ampliare il suo operato di denuncia nei confronti del permeato sistema mafioso.

La “montagna di merda” , come Impastato definiva la mafia,  veniva sfidata semplicemente con un lavoro di vera informazione e di satira sugli esponenti mafiosi locali.Fu probabilmente tra i primi a capire che la mafia non si batte solo nelle aule di tribunale o con gli arresti, ma mostrando la corruzione che essa porta nella vita quotidiana dei cittadini comuni: il secondo punto dell’introduzione alla prima parte del DOC.XXIII, N.50, XIII Legislatura della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’fenomeno della Mafia e delle altre organizzazioni criminali, fa emergereil quadro della trasformazione di paesi siciliani; si parla, riportando il documento, di     <<la descrizione dell’asservimento del territorio in cui è maturato il delitto Impastato, asservimento finalizzato al controllo capillare di un imponente traffico di droga. Vengono individuati i caratteri di economia politica della criminalità del territorio, i conflitti di mercato (per così dire), la dislocazione dei poteri (mafiosi e politici, nel complesso). Punta Raisi per lunghi anni fu un aeroporto munito di «extraterritorialità», come alcuni porti, protetti e salvaguardati per la loro funzionalità al traffico della droga. La mafia dei tempi passati, che era nata all’interno del vecchio sistema terriero, degli appalti, dei crimini legati alla proprietà ed al possesso della terra, si era ormai «globalizzata», aveva «messo al lavoro» il territorio come «distretto» della droga;>>.

  La tragica dipartita di Impastato ci mostra anche un lato tetro della lotta alla criminalità. Inizialmente infatti si parlò  addirittura di “suicidio eclatante”, chiara dimostrazione del potere persuasivo del gruppo mafioso di Manzella su Cinisi.  Solo processi successivi hanno mostrato come il  Impastato venne indubbiamente assassinato dalla mafia e il suo caso insabbiato con il comportamento perlomeno ambiguo di alcuni esponenti dello Stato.

In quanto comunisti come lo era Peppino Impastato, allora iscritto in Democrazia Proletaria, è nostro dovere ricondurre la lotta alla mafia sullo stesso terreno della lotta al capitalismo: i due sistemi sono strettamente interconnessi e ricevono reciprocamente vantaggi. La mafia ha trovato nel capitalismo il suo habitat ideale per proliferare.

La figura di Impastato è da considerarsi vicina a quelle di altri esponenti della lotta alla criminalità, come Falcone e Borsellino, anche loro abbandonati dallo Stato.

Sulla neve restano impresse le orme di chi ci ha preceduto e sta a noi far sì che le orme di questi uomini e di quanti hanno perso la vita nella lotta alla mafia non vadano perdute. Perché “le loro idee camminano sulle nostre gambe”, non dobbiamo far altro che seguirle.

Grazie compagno Impastato.

Gennaro Chiappinelli  (Coordinamento FGCI Roma)

Giovanni Contino (Segreteria nazionale FGCI)

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