ucraina

Peggiorano le condizioni della popolazione civile nelle regioni delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, a cui va la solidarietà internazionalista della FGCI. Il riaccendersi delle ostilità da parte dell’esercito governativo ha messo seriamente in discussione il precario equilibrio scaturito dagli accordi di Minsk, infatti le truppe fedeli a Poroshenko sono in piena attività, “nell’area di Avdiivka città in mano alle forze governative a meno di 20 km a nord di Donetsk, l’attività delle artiglierie non conosce sosta, mentre movimenti di truppe di terra lasciano presupporre una recrudescenza delle operazioni nei prossimi giorni”, riporta Difesa Online.

Le ostilità, riaccese dalle forze governative, probabilmente per cercare di far fronte ai fallimenti economici e politici della nuova dirigenza filo occidentale, creano il pretesto per poter battere cassa presso gli alleati europei e d’oltreoceano ed ostacolano il consolidamento delle Repubbliche Popolari legate alla Russia. Intanto i presidenti dei Parlamenti delle due Repubbliche, Vladimir Degtjarenko e Denis Pushilin, hanno diramato un appello chiedendo ai leader delle potenze mondiali di intervenire per fermare il massacro “Deve essere fatto prima che sia troppo tardi! Prima che nella nostra regione si realizzi un disastro ambientale ed umanitario, fermate questa tragedia! Fermate Poroshenko! Salvate la gente del Donbass!”.

La FGCI condanna il perpetrarsi di tali atti vili. Non è ammissibile, infatti, che la popolazione del sud est ucraino debba continuare a pagare il prezzo di una guerra sporca e del tutto ingiustificata, che ha il solo scopo di sottrarre con l’inganno alla sfera di influenza russa una regione ricca di risorse minerarie, una regione abitata da un popolo che è stato costretto ad armarsi per difendere la propria autodeterminazione e la propria esistenza materiale e culturale. La FGCI condanna chi si è servito della più becera destra fascista per conquistare terreno nella mappa geopolitica globale, chi il 2 maggio 2014 ha massacrato, bruciato, ucciso, decine di civili rifugiatisi nella casa dei sindacati di Odessa, chi mette fuori legge i comunisti perchè ha paura di un mondo in cui per questi loschi individui non ci sarà più posto!

La Segreteria Nazionale della FGCI

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