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di Sara Matijacic – Coordinamento Nazionale FGCI

Michele aveva trent’anni. Un titolo di studio. Delle aspirazioni. Dei sogni. Ce l’ha messa tutta. Ma non ce l’ha fatta. Dalla sua lettera di addio ai genitori:

“Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.”

E’ nostro dovere e nostro costante impegno combattere affinché simili episodi non si ripetano, affinché sia ridata dignità al lavoro e alla vita di tutto noi.

Qui la lettera integrale: http://m.messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/02/07/news/non-posso-passare-il-tempo-a-cercare-di-sopravvivere-1.14839837?ref=hfmvudea-1

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