BOLOGNA NON CI STA, ZAMBONI 36 SI RIBELLA!

di Fabio Ferraris, segretario FGCI Emilia Romagna

Scene di ordinaria follia, in Via Zamboni a Bologna. Scene di fascismo imperante, scene di ribellione ad una realtà che, evidentemente, comincia a stare stretta ad alcuni studenti. Ieri mattina, arrivati al civico 36 della via sopra citata, gli studenti hanno trovato le porte sbarrate in seguito alla (discutibile o meno) decisione di sradicare i tornelli, installati per “questioni di sicurezza interne all’Università”. Tornelli che servivano, a detta del Rettore, ad un controllo più dettagliato sulle entrate nello spazio di studio messo a disposizione dall’Università. E così, in quegli spazi sono entrati manganelli, che hanno ferito ragazzi. Misure, francamente, poco comprensibili. Non vogliamo occuparci del fatto, ma analizzare politicamente il contesto che ha portato a questa ribellione .

Sempre più spesso assistiamo a proteste messe in atto da studenti, sempre più spesso ci troviamo davanti a ragazzi e ragazze che vogliono essere “parte integrante” del cosmo-Università, che lottano per i loro diritti. E questo non può che aumentare la nostra fiducia verso il futuro, verso chi lotta per ottenere maggiori diritti per quanto riguarda l’istruzione, verso chi l’Università la vive giornalmente. Ma sempre più spesso assistiamo al dualismo imperante “ribellione-repressione”, piuttosto che quello più democratico – che tutti noi perseguiamo – “proposizione-discussione”. Crediamo ci si debba interrogare sul perché, nel 2017, sia ancora necessario ribellarsi, e su quali siano le modalità da utilizzare far raggiungere questo obiettivo.

Un’istruzione che non deve vedere scene di repressione fascista, ma che deve essere “Pubblica, gratuita, democratica e di qualità”, come sosteniamo nella nostra Campagna Nazionale. Una proposta che farà sicuramente storcere il naso a chi, questi abusi, li compie quotidianamente, scevro di ciò che rappresenta l’istruzione. Un’istruzione che deve portare i giovani studenti ad aprirsi verso la cultura della Libertà, dei valori che hanno sempre caratterizzato la nostra cultura. Un’istruzione fatta di libri e di conoscenza, in luogo di manganelli, botte e repressione.

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