Protesta taxi, Monti – Klapwijk (FGCI): “Se la sinistra latita, la destra avanza”

Nicolò Monti, Resp. Organizzazione e Propaganda – FGCI
Dennis Vincent Klapwijk, Resp. Lavoro – FGCI
I fatti di ieri, riguardanti le infiltrazioni fasciste nella manifestazione dei tassisti, ci destano molta preoccupazione. Non solo per il comparire di notissime facce dell’ultradestra capitolina, che hanno guadagnato la testa del corteo e fatto il loro siparietto a favore di giornalisti, ma per le reazioni all’interno della “Sinistra” in Italia.
Le generalizzazioni, come etichettare i tassisti come fascisti, partono da un assunto errato: che i tassisti siano tutti dei mezzi ladri con simpatie fasciste. Tale convinzione è sbagliata, e aiuta semmai a spingere tra le braccia della destra radicale i lavoratori adesso sotto accusa. La protesta dei tassisti nasce da ragioni ben reali. Per quanto riguarda le lamentele riguardanti “i disagi creati dallo sciopero”, ci si dimentica troppo spesso che lo sciopero serve proprio a creare disagio in modo da ottenere attenzione e trattare poi sul tavolo dopo aver mostrato la propria forza.
Non dimentichiamoci poi che Uber, difesa a grande voce nemmeno fosse la Brigata Matteotti, è nei fatti una multinazionale del precariato e dire “sta bene a quei ladri dei tassisti” è un atteggiamento che se a qualche superficiale può anche andare bene, non può andare bene ai comunisti, che dei lavoratori sono il braccio politico e non accettano di vedere una guerra tra lavoratori, sopratutto tra precari e non. Queste battaglie sono il sogno dei padroni, non di chi ha coscienza di classe.
La nostra campagna politica “Lavorare meno per Lavorare tutti” è basata sull’eliminazione totale del lavoro precario ed una regolarizzazione del mondo del lavoro ordinario. Basata su analisi, non su tifoseria da salotto ed è volta al radicamento nel mondo del lavoro e dei lavoratori. Perché se non ci si parla e non ci confronta con i lavoratori, non è strano che poi le destre abbiano gioco facile.
A Roma i tassisti rappresentavano una delle sezioni più forti e numerose del PCI. Loro aprivano i cortei del Primo Maggio, loro erano in prima fila per i comizi di Berlinguer. Invece di etichettare e giudicare, cerchiamo di tornare punto di riferimento di quei lavoratori.

 

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