di Dennis Vincent Klapwijk, Resp. Lavoro della FGCI

Si osservano moltitudini di reazioni per l’annuncio dell’abolizione dei Voucher. E’ comprensibile e giusta la soddisfazione per la prossima fine di questo strumento di sfruttamento del lavoro e di legalizzazione del lavoro nero, specie da parte dei lavoratori che sulla loro pelle vivono una situazione di precarietà totale garantita proprio dalla retribuzione attraverso i buoni lavoro.
Tuttavia, dobbiamo tenere alta la guardia: se, da un lato, si susseguono le dichiarazioni trasversali (trainate da quelle degli industriali) di opposizione alla scelta del governo, noi sappiamo bene che i padroni non sono rassegnati. In primis, dobbiamo notare che:
1) vi sarà un periodo di transizione durante il quale potranno essere usati ancora, quindi il loro utilizzo è tutt’altro che terminato;
2) dato che soprattutto nella legislazione italiana, vige la regola “fatta la legge trovato l’inganno” e che i parametri europei non consentono una riduzione significativa della disoccupazione (l’attuale livello dell’12% è considerato “naturale” dal Fiscal compact) e che la competitività europea si fonda sull’impoverimento dei salari a livelli di sopravvivenza e sul ricatto padronale, c’è da star sicuri che i tentativi di sostituzione dei voucher con altri strumenti di precarietà non tarderanno a presentarsi. L’attuale Jobs Act è già di per sè uno strumento idoneo all’obiettivo.

Come verranno sostituiti ? Come la piaga del lavoro nero (della quale i voucher erano diventati copertura legale, si vada a vedere un vecchio articolo FGCI nel quale la loro funzionalità effettiva veniva esposta: “Regolarizzazione. Arma a doppio taglio“) verrà contrastata ? Come la Precarizzazione del mondo del Lavoro verrà osteggiata?
Noi siamo sempre sulla stessa barricata. Da lì non scenderemo fino a quando i Lavoratori avranno di nuovo diritti e dignità.

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