1 Maggio: il colore della festa dei Lavoratori è uno solo

Dennis Vincent Klapwijk
Resp. Lavoro FGCI

Alla Sevel di Atessa (proprietà FIAT Chrysler) un operaio sviene. Batte la testa e cade svenuto ma gli operai non devono fermare la produzione, anzi, devono fare finta di non vedere il collega. L’azienda ovviamente nega. L’azienda è la stessa (stesso posto) nella quale due mesi fa un operaio ha perso la dignità urinandosi addosso perché gli era stato negato il diritto di andare in bagno. la Fiom ha denunciato il tutto ed è decisa a non vedere più scene simili.
Alla Artoni di Caorso (Piacenza) un picchetto di attivisti USB viene puntato da un tir che tenta di tirare sotto qualcuno. Non ci riesce e l’autista (proprietario del tir) scende con una mazza di ferro e tenta di “concludere il lavoro”. A Giugno 2016 è morto in circostanze simili Abdel Salam, sindacalista USB e simbolo della lotta e solidarietà di classe: il suo contratto era blindato. Portava avanti la lotta per i meno fortunati di lui, pagando il prezzo più alto.
Alla Coca Cola di Nogara (Verona) da mesi resistono gli scioperanti di ADL Cobas. In tutto ciò hanno subito intimidazioni, aggressioni col taser, e si sono visti pure aggressioni da parte di lavoratori dello stabilimento ad altri lavoratori (iscritti UILA, dei quali una ha aggredito una lavoratrice scioperante colpendola al volto).
La guerra di classe condotta dai padroni contro il proletariato ed il ceto medio proletarizzato è dura e senza esclusione di colpi. Questi fatti degni della politica degli industriali attivi nell’800 lo dimostrano.
Tra non molto sarà il Primo Maggio, festa dei lavoratori. Da anni ci dicono che il Primo Maggio è la festa senza colore politico di tutti i lavoratori, di tutti coloro che lavorano. Ma non è così. Bisogna innanzitutto fare una basilare distinzione tra chi vive del PROPRIO LAVORO (o quantomeno ci prova) e chi vive DEL LAVORO ALTRUI. Il concetto scientifico del Pluslavoro che crea Plusvalore è sempre attuale, altrimenti non avremmo visto in un periodo di crisi economica”lorsignori” arricchirsi sempre di più. Una volta fatta questa distinzione tra chi sfrutta e chi è sfruttato, bisogna poi osservare a quali dei due gruppi fanno riferimento le voci che dicono “il Primo Maggio non ha colore politico”. Se sono voci di politici e opinionisti che non fanno parte di gruppi che hanno la classe sociale di coloro che vivono del proprio lavoro come classe di riferimento e quindi come unica guida per le proprie azioni, sono per forza voci al servizio dell’altro gruppo, quello degli sfruttatori.
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