di Francesco Ballerini, FGCI Abruzzo, federazione di Pescara

Viviamo in uno stato democratico, uno stato che lo è talmente tanto che si possono mettere in discussione i principi stessi della democrazia: oggi nel liceo classico di Pescara si è tenuto il Consiglio d’ Istituto che ha sancito l’introduzione della settimana corta ( la settimana scolastica si riduce a cinque giorni da sei ore ciascuno uscendo in questo modo alle 13.45/14 con un giorno​ con un rientro fino alle 16.30, il sabato non si va a scuola). Vorrei soffermarmi a riflettere sull’aspetto “democratico” di tutta questa vicenda: una cricca di genitori tra cui anche i rappresentanti d’istituto dei genitori hanno proposto alla preside l’introduzione di questa ridistribuzione dell’orario scolastico, la quale ha chiesto un parere al collegio docenti che si è rivelato favorevole ( 37 favorevoli contro 35 e 2 o un astenuto); poi i rappresentanti d’istituto di noi studenti hanno fatto una sorta di referendum tra di noi che si è rivelato NETTAMENTE a sfavore ( circa il 78%); vorrei comunque precisare che ciò è avvenuto nell’ultimo mese di scuola; quando poi ci si è cominciati a rendere conto della concretezza che avrebbe potuto assumere tale proposta i genitori (anch’essi a sfavore) dato l’ impossibilità di comunicare con i propri rappresentanti che hanno deciso di venire meno al loro compito principale, ossia rappresentarli, si sono organizzati in un comitato; ieri è avvenuto un incontro nell’aula magna del liceo tra preside studenti genitori e rappresentanti, in cui i genitori del comitato hanno richiesto ai loro rappresentanti il ritiro o almeno il rimando di tale proposta: non solo si sono rifiutati ma la preside stessa e una rappresentante irritate dalla legittima contestazione, hanno abbandonato l’incontro ( dimostrando “moltissima” maturità); nell’incontro non solo si è rifiutata la richiesta del comitato dei genitori, ma la preside ha dichiarato NULLE le dichiarazioni dello stesso​ comitato e soprattutto i sondaggi fatti tra gli studenti dichiarandoli non ufficializzati e autorizzati affermando di non esserne a conoscenza ; oggi quindi è stata approvata una proposta nonostante il parere contrario di studenti genitori ed anche diversi docenti, proposta votata anche da quattro docenti dell’organico potenziato (quei professori che in seguito alla Buona Scuola di Renzi si ritrovano a disposizione della scuola senza però avere una classe , docenti che non insegnano quindi). Eccola la democrazia italiana, democrazia che dovrebbe partire prima di tutto dalla scuola , il liceo classico in primis dove vengono vengono studiati l’ Atene democratica di Pericle e Demostene: ecco l’ esempio che ci viene dato ed ecco la prova lampante dello schifo del nostro paese e del suo sistema politico.

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