La Federazione giovanile comunista italiana – Calabria esprime solidarietà e vicinanza agli studenti dei collettivi dell’Unical, ai docenti delle scuole superiori, ai militanti politici, ai precari della ricerca, ai docenti, ai migranti e a tutti coloro che in data 19/06/2017 hanno preso parte alla manifestazione tenutasi nei pressi dell’Università della Calabria. La protesta è stata rivolta al ministro Minniti contro il decreto legge sicurezza entrato in vigore due mesi fa. I ragazzi pacificamente, hanno esposto messaggi e cartelloni che non sono stati tollerati dalle forze dell’ordine. In risposta agli striscioni vengono ordinate diverse cariche per cercare di strapparli alla vista di Minniti. È così, che a suon di manganellate e cariche ripetute, i manifestanti hanno riportato diverse ferite e contusioni. È stato scandaloso constatare come all’interno di un ateneo come quello cosentino veniva negato il diritto di manifestare, diritto tra l’altro, per chi non lo sapesse, sancito dalla Costituzione italiana. La FGCI ha ritenuto vergognosi i trattamenti riservati dalla sicurezza al docente precario Giuseppe Bornino, che con coraggio ha esposto durante l’assemblea in Aula Magna, un foglio di via al ministro vista l’incostituzionalità del decreto. Ieri si è vista una Cosenza che non ha voluto chinare la testa, che non ha voluto sottomettersi al volere di ciarlatani e amanti della poltrona. Come giovani di in partito comunista riteniamo sia inaudito lo svolgersi di tali violenze in un luogo di cultura che ha la responsabilità di formare i cittadini del domani. Viviamo in un Paese in cui l’odio si trasforma in censura, la censura dà origine ad atteggiamenti criminali che rischiano di mettere in serio pericolo le libertà democratiche nate dalla Resistenza.

 

Cosenza lì, 21/06/2017                                                              Segreteria FGCI Calabria

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