In modo beffardo il governo inserisce nel decreto legge “per” il Mezzogiorno una norma che colpisce duramente le università del Sud del paese e con esse le giovani generazioni.

Dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale, viene infatti reintrodotto, con poche novità, il cosiddetto “costo standard per studente”, cioè uno dei meccanismi di ripartizione dei finanziamenti che si è dimostrato particolarmente penalizzante per gli atenei meridionali.

Grave appare, soprattutto, la conferma dell’esclusione degli studenti “fuori corso” dal numero che concorre a determinare i finanziamenti stessi.

Irricevibile è inoltre la disposizione che riconosce un ruolo istituzionale alla Conferenza dei Rettori in sede di emanazione dei decreti attuativi: la Conferenza dei Rettori è infatti una istituzione privata, che non può quindi avere titolo nella definizione dei decreti attuativi di un provvedimento di legge.

In linea generale la norma contenuta nel decreto legge, oltre a non avere nulla a che fare con l’argomento principale del decreto,continuando una prassi già più volte criticata, non
tiene conto dell’esigenza vera che sta dietro questa vicenda, e che ispirava la stessa sentenza della Corte Costituzionale: l’assunzione di responsabilità politica sulla questione del finanziamento del sistema universitario.
Invece il governo continua ad ignorare la necessità di un progetto politico generale per l’istruzione terziaria, nascondendosi dietro misure ipocritamente tecnocratiche.
Cioè continua a distruggere l’Università, a partire dagli Atenei del Sud.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
, , , ,
Similar Posts
Latest Posts from CòmInfo

Lascia un commento