di Frunze
L’Italia, si sa, è il Paese della creatività: Leonardo, Armani, il made in Italy, talenti che tutto il mondo ci invidia. Purtroppo per noi, Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan non sono tra questi, nonostante non manchino di creatività. I due hanno infatti avuto un raro lampo di genio domenica scorsa (25 Giugno). D’improvviso si sono illuminati d’immenso, dopo anni a tergiversare sul destino di Veneto Banca e Banco Popolare di Vicenza (BPVI). Al diavolo direttive comunitarie, al diavolo il diritto fallimentare, in Italia in quattro ore si riscrivono le leggi!
Gentiloni e Padoan hanno così dimostrato una serie di cose:
1. Si possono fare leggi molto in fretta anche senza Riforma Costituzionale (Ricordate per sempre il 4 Dicembre).
2. I soldi ci sono, sono tanti e si trovano in fretta (17 miliardi di Euro).
3. Anche potendo spendere di meno (“solo” 3.5 miliardi se si fosse fatta una ricapitalizzazione), quando le cose devono essere fatte non si bada a spese (13.5 miliardi in più rispetto alla soluzione più economica).
4. Le regole europee su bilancio, aiuti di Stato e cannoli si possono cambiare e/o ignorare (la temutissima legge europea sulle banche, la BRRD, non verrà applicata).
5. C’è chi può (Intesa SanPaolo che minaccia il Governo) e chi non può (noialtri che votiamo e basta).
6. Non solo al Sud c’è malgoverno, corruzione ed incompetenza (Ricordatelo a Salvini, Tosi e circa al 30% dei veneti).
7. Col passaggio di BPVI e Veneto Banca (storicamente dedite alle piccole e medie imprese) a Banca Intesa (dedita alla grande impresa e alla cura dei grandi patrimoni), il Veneto si avvia alla totale de-industrializzazione (le filiali smetteranno di fare prestiti alle aziende per investire e invece proporranno ai padroncini di esportare i capitali alle Bahamas).
8. Le fregnacce del Governo sulle banche italiane solidissime erano, appunto, fregnacce.
Per quanto interessante, ripercorrere la vicenda delle due ex-popolari venete sarebbe a) lunghissimo e b) inutile. Sarebbe lunghissimo perché i due amministratori delegati delle due banche sono stati entrambi in carica per un ventennio di bagordi, prestiti agli amici e bilanci creativi senza che la Banca d’Italia s’accorgesse d’alcunché: i problemi sono vecchi, erano noti a chi di dovere e si decise di chiudere ambo gli occhi. Sarebbe invece inutile perché, nella Storia, alcune banche falliscono, non sarebbe dunque scandaloso che due banche gestite malissimo vadano a gambe all’aria. Al contrario è scandaloso che il Governo regali 17 miliardi di Euro ad una banca privata e presenti il conto a noi. Giusto per paragone, Intesa SanPaolo vale in borsa 60 miliardi di Euro e quindi riceve dal Governo poco meno di un terzo del proprio capitale, così in regalo.
Gentiloni e Padoan hanno dimostrato ancora una volta la natura di classe di questo Governo e del PD. 17 miliardi per le banche si trovano anche la domenica pomeriggio guardando Domenica In. Per scuola, università e occupazione giovanile invece ci sono solo tagli in nome dell’Europa! Ad aggiungere oltre al danno la beffa, il Governo si è sottomesso ad una azienda privata che ha dato un ultimatum al Parlamento: un tempo lì si ascoltavano le voci dei lavoratori, ora solo quelle dei banchieri.
Come PCI e FGCI proponiamo quindi un sistema molto semplice per risolvere questa crisi: nazionalizzare Banca Intesa! Lo Stato potrà così dirigere meglio l’attività economica del Paese verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile, usandone poi i profitti per finanziare la spesa sociale. Non pensiamo certo che ciò sia più difficile che trovare 17 miliardi una domenica pomeriggio, ma vogliamo comunque dare un consiglio a Gentiloni e Padoan su come fare: iniziate col dimettervi.

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