di Francesco Stilo, Segretario regionale FGCI Calabria

Ogni anno, nel periodo estivo, vanno a fuoco migliaia di ettari del territorio calabrese e nazionale, secondo il “Dossier Incendi” pubblicato da Legambiente in poco più di un mese è andata già in fumo il 93,8% della superficie totale bruciata nel 2016. Le regioni più colpite sono quelle del sud, la Sicilia con 13.052 ettari in fiamme, la Calabria con 5.826 e la Campania con 2.461. Decine di incendi, che hanno divampato particolarmente nella torrida decade di inizio mese, nel reggino, nel vibonese, a Cosenza, a Catanzaro e nel crotonese, insomma in tutta la regione, sono stati riportati in questi giorni dai mezzi stampa locali.

Le cause dei roghi sono spesso dolose, ma un contributo significativo è dato dalla scarsa manutenzione del territorio che è abbandonato a se stesso: erbacce, carta, rifiuti e penuria di forze per il Corpo Forestale. In tali condizioni anche un mozzicone acceso gettato incautamente da un passante a bordo strada o la scarsa cura nel contenere e poi spegnere i tanti falò accesi magari per passare una giornata immersi nella natura, possono diventare fatali. A farne le spese è l’intera collettività con: la distruzione degli ambienti e degli habitat naturali, la morte degli animali intrappolati dalle fiamme, il danno economico consistente arrecato al settore dell’agricoltura e dell’allevamento, la minaccia ai centri abitati, al patrimonio artistico ed alle persone.

Il taglio alla spesa pubblica associato ad un’inefficace programmazione della prevenzione, ed ai ritardi nella gestione delle emergenze, costituiscono la causa originaria del fenomeno, ma un ulteriore dato fornito dal dossier evidenzia come: “Nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso, nel 2016 si siano concentrati nell’ultimo anno più del 58% dei roghi“.

Gli incendi estivi non sono fenomeni naturali con cui imparare a convivere, per questo occorre che la Regione ed il Governo attivino immediatamente ogni iniziativa che possa portare intanto il tema al centro dell’agenda politica e del dibattito pubblico, per sensibilizzare i cittadini sui rischi, e poi attivare tutte le soluzioni possibili, per scongiurare il ripetersi ciclico di uno scempio che mette in pericolo una delle risorse forestali più importanti d’Italia: la Calabria. Basta incendi!

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