di Frunze

John McCain ha un tumore al cervello, il glioblastoma. Per l’ottantenne senatore Repubblicano (classe 1936) la prognosi non è buona. Pochi malati resistono oltre l’anno dalla diagnosi e la fine non è delle più piacevoli o serene. Il Partito Repubblicano si accinge quindi a perdere una delle sue colonne portanti.

Cosa dire dunque di una persona quando arriva la fine? I Romani sostenevano de mortuis nihil nisi bonum: dei morti non si può dire niente a meno che non siano cose buone. Una massima eterna tanto che tuttora molti si attengono a questa regola; basta scorrere i titoli dei giornali quando una qualche star passa a miglior vita e subito scompaiono eccessi, scandali e trascorsi giudiziari.

Forse però la Morte dovrebbe essere un momento di più ampia riflessione. Isaac Asimov, per esempio, sosteneva nei suoi romanzi che essa è il punto di forza dell’Umanità. Uomini immortali infatti avrebbero tutto il tempo dell’Universo per raggiungere i loro obiettivi ed in pratica lo spenderebbero tutto sul divano, posticipando il da farsi all’eterno domani. La Morte, al contrario, è misura della vita e per Asimov è proprio questo irreversibile finire del tempo a spingere l’Uomo ad agire: carpe diem, cogli l’attimo.

Certamente John McCain ha colto l’attimo; dagli inizi militari al seggio nel Senato, tanto si può dire ma non che abbia sprecato il suo tempo con le mani in mano. Tuttavia, in che verso e per quale fine ha orientato la sua vita, questo breve tempo prima dell’ineluttabile Morte? Se Asimov diceva che la Morte, memento mori, spinge l’Uomo all’azione, forse sarebbe stato meglio che non avesse spinto John McCain. McCain ha infatti consistemente e coerentemento speso il suo limitato tempo sulla Terra a sostegno dell’imperialismo statunitense: ha promosso le squadre della morte in America Centrale negli anni ’80, ha sostenuto Pinochet in Cile, ha votato per i bombardamenti sulla Jugoslavia nel 1998, per la guerra in Afghanistan e per l’invasione dell’Iraq. Negli ultimi tempi ha fomentato il golpe fascista in Ucraina, spinto per la guerra in Libia e fatto quanti più danni possibili in Siria.

John McCain ha ora 80 anni ed è in un letto d’ospedale nella Mayo Clinic, circondato dai medici e dai suoi cari. Grazie a lui, migliaia sono morti giovani ed innocenti con le loro case sfasciate dalle bombe americane. Migliaia non raggiungeranno un ospedale in tempo perchè non c’è più nessun ospedale per loro. Migliaia vivranno ancora, ma nella miseria e piangendo i loro cari morti. Per tutto ciò John McCain ha speso la propria vita.

Addio, John. Non ci mancherai.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone
, , , , , , , ,
Similar Posts
Latest Posts from CòmInfo

Lascia un commento