di Fabio Ferraris, Segretario FGCI Emilia-Romagna

Dipartimento Lavoro della FGCI

Paolo, ragazzo di 28 anni, trova declinata la propria candidatura per questioni razziali.Questa volta a fare le spese di un sistema lavorativo che non funziona è Paolo, 28enne milanese che si è visto rifiutare il proprio curriculum perché “di colore”. Siamo a Cervia, patria delle folli serate estive piene di divertimenti e superficialità: in questa località della riviera romagnola, secondo il proprietario di un albergo, la popolazione è troppo “arretrata mentalmente” per accettare un lavoratore di un’altra nazionalità nello staff dell’hotel stesso.

Ennesima farsa di chi, consapevolmente razzista, cerca il capro espiatorio in qualcun altro per non accettare le proprie colpe. Noi vediamo, oltre che il discorso principale del razzismo, anche quello di una negazione di opportunità ad un giovane lavoratore, che sarebbe partito da Milano (dove vive) per prestare la propria professionalità nella località balneare. Preoccupazione da parte dei sindacati, schierati fin da subito con il ragazzo.

Paolo (perché deve essere denominato Paolo sulle testate giornalistiche, e non “il ragazzo nero”) ha tutto il nostro sostegno, ed a lui promettiamo la lotta quotidiana contro chi, per vigliaccheria, non si assume le responsabilità di scelte becere, barbare e retrograde.

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