In quale ottica può inserirsi il decreto firmato dal Ministro dell’istruzione Fedeli, per quanto concerne i Licei Brevi, se non in quella dell’esasperazione al sacrificio? In nessun’altra.
Il decreto firmato ieri mattina, che sarà valido per l’anno scolastico 2018/2019, investirà 100 istituti ed ognuno di questi in via sperimentale potrà avere un’unica classe prima attiva. Il progetto del Liceo breve avrà un monte ore complessivo pari agli altri Licei, questo significherà un monte ore maggiore per la didattica quotidiana, che potrà inficiare il livello qualitativo della didattica stessa (cali dell’attenzione, stanchezza ect.)
Tralasciando la qualità della didattica, che sembra non essere la mission princiale di questo Governo ( invalsi ed alternanza scuola lavoro ne sono un chiaro esempio), in che modo si riuscirà a trovare una quadra nell’incastarare le varie ore che si accumuleranno giacchè gli studenti hanno già un grosso carico di alternanza scuola-lavoro pari a 200 ore nel triennio?
Non si può non essere sconcertati e disillusi da questo provvedimento, anche in ragione dell’orientamento che sta alla base delle modifiche strutturali, di molto accelerate negli ultimi anni, sta avendo la struttura Scuola.
Nessun beneficio possiamo riconoscere a tale provvedimento, sennonchè  quello di cui godranno i privati.
L’alternza scuola lavoro viene svolta in orario scolastico ed extrascolastico nei Licei (tralasciamo gli istituti tecnici che non menzioneremo), il monte ore come già detto è pari a 200 ore e visto e considerato che le ore saranno le stesse – come ha assicurato il Governo – le ore di alternanza scuola lavoro quando si faranno? Semplice: nelle vacanze estive, pasquali e natalizie.  Insomma nel momento più fiorente per i privati in quanto in quei periodi c’è una mole maggiore di lavoro; infatti, potranno assorbire manodopera gratuita nel picco di incremento dei flussi turistici e nei momenti in cui i negozi sono particolarmente pieni, privando a conti fatti gli alunni dei periodi di svago, perpetrando sempre più in modo strisciante e silente la logica del sacrificio, di “un’automazione fordista”, facendo accrescere le “competenze” a discapito della cultura.
Inoltre chi potrebbe essere indotto a  scegliere questo tipo di liceo a discapito dei lunghi se consideriamo i salati tetti di spesa per l’acquisto dei libri ed i costi di trasporto? Le famiglie meno indigenti, che tramite la diminuzione di un anno forse, spereranno di risparmiare una manciata di euro.
La scuola attuale ha una caratterizzazione classista, chi può permettersi di spendere più denaro avrà un percorso “privilegiato” a discapito di chi, per condizioni economiche, deve essere disposto a fare i salti mortali.
La Fedeli è da bocciatura, da subito prepariamo l’autunno caldo.

di Salvatore Ferraro, Responsabile nazionale Scuola e Università FGCI

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