Il numero chiuso rappresenta un ostacolo per molti studenti che vogliono continuare o intraprendere un percorso formativo dopo la secondaria di primo grado per la realizzazione delle proprie aspirazioni ed inclinazioni.

Siamo contrari al numero chiuso in quanto pensiamo che un quesito a risposte multiple sia troppo riduttivo e non consista in un metro di valutazione in grado di stabilire chi può avere accesso e chi no al diritto all’Istruzione.  E’ irragionevole per sua natura, in quanto i test d’ingresso all’università vengono posti nel bel mezzo del 2° semestre/3°trimestre delle superiori o a fine dell’anno accademico, non dando allo studente il tempo sufficiente per preparare al meglio la prova ed al contempo non avendo i mezzi necessari per l’assimilazione di concetti, posti nelle domande dei test, che vengono acquisiti durante il percorso universitario.

Denunciamo la macchina delle case editrici e delle scuole private che sostengono la presenza dei Test, esse marciano sulle aspettative degli studenti, i quali vorrebbero ottenere una preparazione più adeguata in tempi – in realtà – troppo ristretti, alimentando il mercato delle vacche e la speculazione sulla preparazione ai Test.

Denunciamo le innumerevoli irregolarità verificatesi spesso durante i Test, e per le quali i Tar hanno dovuto pronunciarsi fin troppe volte al fine di tutelare il diritto dei numerosi studenti che sono stati danneggiati, e con esse gli innumerevoli brogli impuniti di coloro che hanno avuto accesso perché figli di chi occupa posizioni di potere politico, clientelare, e professionale.

Denunciamo il drammatico tasso di ansia e di esasperazione indotte dal Test sui ragazzi e le ragazze che, come troppo spesso accaduto, nella prospettiva di vedersi negati i loro sogni e il loro futuro possono incorrere in varie (e gravi) patologie psicologiche.

Denunciamo la solita incompetenza degli elaboratori dei Test e la frequente scorretta formulazione delle domande e delle risposte alle quali spesso si è dovuto porre rimedio o tramite vie legali o – più semplicemente – per annullamento del valore della domanda (assegnando un punto a tutti), alterando dunque il risultato finale conseguito dallo studente e la validità generale delle classifiche.

Denunciamo il carattere classista, iniquo e regressivo dei test e delle tasse universitarie che attraverso i costi sempre più esosi delle tasse per l’iscrizione ai test costituiscono un grande ostacolo per la realizzazione degli studi, in barba al articolo 33. della Costituzione. I Test alimentano anche uno squilibrio tra chi può permettersi i costi esosi dei test e da chi non può permetterseli.

Il numero chiuso fa sì che vi sia dopo l’università meno personale qualificato nei vari settori lavorativi, diventando anche un serio e grave problema per l’erogazione dei singoli servizi di cui i cittadini hanno bisogno.

Per l’Universalità degli studi diciamo No ai Test d’Ingresso. Per un sapere libero e alla portata di tutti, affinchè ognuno possa avere l’opportunità di realizzare i propri sogni e il proprio futuro.

di Salvatore Ferraro, Responsabile nazionale Istruzione FGCI
 e Antonio Tedesco, FGCI Campania

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