Collaboratori scolastici: tra gli 8 mila e gli 11 mila euro

Personale ATA: tra i 9 mila ed i 13 mila euro

Dirigenti scolastici: tra i 13 mila ed i 20 mila euro

Insegnanti Materne o Elementari: tra i 10 mila ed i 16 mila

Insegnanti Medie primarie: tra i 12 mila ed i 18 mila

Insegnanti Medie Secondarie: tra i 12 mila ed i 19 mila

Uno “scippo” di media di 12 mila euro per ogni lavoratore della scuola negli ultimi sette anni. Le cause ? Mancato rinnovo del contratto, mancato adeguamento degli stipendi rispetto all’inflazione, e inefficacia dell’indennità di vacanza. Ricordiamo poi che lo stipendio ha un suo peso non indifferente sulla pensione: una perdita a livello di stipendio, e quindi di contributi, ridurrà poi i soldi disponibili per la pensione (se e quando il lavoratore mai la vedrà, visto l’andazzo degli ultimi tempi) riducendo dunque la qualità della vita, sia adesso che dopo.

“MA gli insegnanti sono pagati troppissimmo !!!111!!23456789!!” è solitamente la litania dell’italiano medio, inculcatagli nella testa da un’informazione faziosa e mirante a gettare benzina sul fuoco nella guerra tra “poveri” del ceto medio proletarizzato. In realtà in Spagna e Germania gli insegnanti prendono mediamente il doppio. Come gli altri lavoratori (ATA, collaboratori, dirigenti) della scuola. Questo perché in quei paesi esiste una gestione che non vuole distruggere il mondo della cultura e dell’istruzione, che qui invece è in mezzo alla forbice dei tagli ai fondi e dello “scippo” sullo stipendio dei lavoratori.

Dobbiamo poi ricordare come aumenta la difficoltà, senza fondi, per fare bene il proprio lavoro di insegnanti. Senza fondi niente strumenti (laboratori, uscite didattiche, computer, banchi e sedie funzionali….). Senza strumenti scarsa qualità di insegnamento.

Non dimentichiamo nemmeno l’aumentare complessivo del lavoro degli altri impiegati nell’istruzione: il personale ATA, che da anni vede pochi ricambi a fronte dei pensionamenti, quest’anno avrà da seguire anche tutte le pratiche inerenti all’obbligo vaccinale degli studenti. Cosa non da poco, visto che sono più di 8 milioni gli studenti in Italia fino alla scuola media secondaria.

Ovviamente alla giovanile comunista, che ha i lavoratori come propria classe di riferimento, la cosa non sta bene.

Ci vediamo nelle lotte dell’autunno, cari “scippatori”

di Salvatore Ferraro, Resp. Scuola e Università

 e Dennis Vincent Klapwijk, Resp. Lavoro

FONTI

http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=59b3a058f220f

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