Oggi 13 settembre 2017 si è tenuta, al Centro Convegni Roma, la conferenza stampa  per la consegna ufficiale al ministro Minniti, delle oltre 50.000 firme raccolte, grazie all’aiuto della rete AllOut,  a sostegno del diritto di manifestare, in difesa del sindacalista USB dei Vigili del Fuoco Costantino Saporito, che rischia il licenziamento per aver partecipato il 10 giugno scorso al Roma Pride, assieme ad altri colleghi, con la divisa del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Sebbene Costantino rischi il licenziamento per aver partecipato alla manifestazione in divisa, nello stesso verbale della sua audizione presso la Direzione generale dei vigili del fuoco, avvenuta ieri, si legge che  «non esiste, a oggi, la regolamentazione dei tempi e modalità di vestizione (tipo tuta) che darebbe dimensione di come usare il vestiario in dotazione», quindi di fatto non si trova quale parte del regolamento Costantino abbia infranto al punto da rischiare il licenziamento.
Caso analogo è successo a Firenze, dove un suo collega è stato richiamato per aver posato, il giorno della sua Unione Civile, con il compagno davanti a un mezzo dei vigili del fuoco con i colleghi in divisa, quasi fosse vista dalla Direzione Centrale come una vergogna

Relatori della conferenza erano, oltre alla persona in causa Costantino, Giorgio Gibbone, dell’USB Roma, Stefano Giordano, coordinatore dell’USB vigili del fuoco nazionale, Guido Lutrario, membro dell’esecutivo confederale dell’USB, Viviana Rugesi per il movimento “non una di meno”, e Svitlana Hryhorchuk, responsabile dello sportello USB migranti.

Durante la conferenza sono stati toccati i temi del lavoro, e Costantino ha sottolineato di essere stato fiero della sua partecipazione al pride e di non aver intenzione di fare passi indietro nella sua lotta per i diritti dei lavoratori e l’unione di tale lotta anche con le rivendicazioni dei migranti e delle persone lgbt+ , senza arrendersi al sistematica e indegna distruzione dei diritti sociali avvenuta negli ultimi governi.

È vergognoso che una persona rischi il posto di lavoro per aver partecipato ad una manifestazione, è vergognoso che in uno Stato che si dice di Diritto ci siano persone che rischiano di perdere il lavoro per le proprie convinzioni politiche, per portare avanti le proprie lotte, o a causa della propria provenienza geografica, orientamento sessuale e aspetto fisico (proverbiali gli annunci di lavoro “cercasi cameriera bella presenza”).
Anche per questo, è necessario portare avanti le lotte per il diritto al lavoro e al salario garantiti, così che sia possibile anche portare avanti le lotte per i diritti sociali e civili in modo da costruire una società più degna e più giusta che confini lo sfruttamento e la discriminazione al passato e garantisca una vita migliore alle generazioni future.

di Marco Carmeliti

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