“Contro il caro libri. Per il diritto allo studio”. Questo è il motto che si legge ogni anno, nel periodo di inizio delle lezioni scolastiche per migliaia di studenti delle scuole superiori, nello striscione esposto al Circolo Gramsci. Già da tanti anni i compagni di Riposto (CT) portano avanti infatti un’importante battaglia sociale, che ha l’obiettivo fondamentale di garantire a tutti coloro i quali  non possono permetterselo la possibilità di acquistare, senza ingenti e gravose spese economiche, i libri scolastici per i propri figli.
Abbiamo intervistato la compagna Nina Trombetta, militante storica del Circolo Gramsci, da sempre impegnata in questa e in altre battaglie sociali, per conoscere qualche particolare in più sul Mercatino del libro scolastico usato di Riposto. Discutendo con lei veniamo così a sapere che sin dal 2010 si realizza annualmente tale iniziativa, nonostante i numerosi impegni di ognuno dei militanti e i vari problemi di natura economica sempre più frequenti.
La scelta, sette anni fa, di realizzare questo mercatino è motivata anche dalla lotta contro la speculazione messa in atto dalle case editrici, le quali ogni anno cambiano l’edizione dei libri per favorirne l’acquisto di nuovi ed evitare contemporaneamente ne vengano venduti di seconda mano. Meschino – e anche piuttosto grossolano – è inoltre il comportamento di tali società le quali, quando decidono di cambiare la versione in uso di un testo, non si sforzano neanche minimamente di mutarne in maniera tangibile l’impostazione o la struttura; motivo per il quale le vecchie edizioni vanno spesso bene.
Attraverso il Mercatino del libro scolastico usato di Riposto, invece, molte famiglie – soprattutto quelle più numerose – riescono a procurare ai loro figli i libri su cui poter studiare senza dover sostenere una spesa economica esagerata, riuscendo anzi spesso anche a rivendere testi scolastici in loro possesso e a trarne da questi buona parte del ricavato. Così, grazie all’intermediazione del Mercatino, il costo relativo ai testi scolastici viene abbattuto o quasi del tutto azzerato. E’ giusto precisare che tutto questo è nato anche grazie alla collaborazione con l’associazione Officina Sicilia Bedda, da sempre vicina a queste tematiche sociali, la quale condivide con la locale sezione del Partito Comunista Italiano gli spazi.
Lo svolgimento di tale tipo di eventi non è nuovo ai compagni del Circolo Gramsci, da sempre sensibili ai problemi reali della gente e in special modo a quelli legati ad un diritto fondamentale quale è quello allo studio. Infatti anche altre attività legate a tale diritto sono state promosse in questi anni dai compagni di Riposto e dalla suddetta associazione: fino a qualche tempo fa – e probabilmente di nuovo, molto presto – veniva allestito un doposcuola sociale totalmente gratuito, rivolto principalmente ai ragazzi dei quartieri popolari; e organizzati corsi di lingua italiana per extracomunitari. Tutte queste battaglie non vanno viste come isolate tra loro, ma unite da un comune denominatore. Difatti la storia ci insegna che solo quando le lotte per i diritti sociali convergono tutte su un medesimo fine costituiscono un salto di qualità rilevante per il raggiungimento di un obiettivo finale.
Quest’anno il Mercatino ha avuto un bilancio nettamente positivo: migliaia di famiglie grazie a questa iniziativa sono riuscite a vendere libri che non servivano più ai loro figli e a comprare quelli che, altrimenti, avrebbero dovuto acquistare a prezzo pieno; spesso al costo complessivo di varie centinaia di euro. Fornendo tale servizio alla collettività, i compagni di Riposto sono stati capaci di riscuotere la gratitudine e la simpatia di tante persone e di tante famiglie che, diversamente, mai si sarebbero avvicinate alla locale sezione del PCI, e che adesso invece li riconoscono come punto di riferimento nella lotta per i loro diritti.
di Amedeo Salice, FGCI Sicilia
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