Mentre nella vecchia Europa dilagano repressione e nazionalismi di destra (l’Austria, da ultimo, conferma la tendenza, ma poche settimane fa ne abbiamo avuto conferma con il voto tedesco), il Venzuela bolivariano dà ancora una volta lezioni di autentica democrazia: nel voto delle elezioni regionali che si è tenuto ieri, dopo che il processo Costituente nazionale ha portato alla vittoria di Maduro sui tentativi di sovvertimento del suo legittimo governo, il chavismo trionfa ancora una voltaLe forze pro Maduro vincono in 17 regioni su 23 al voto.

Il Partito Socialista unificato del Venezuela ottiene circa 5 milioni e trecentomila voti, la MUD (forza di opposizione) 4 milioni e seicentomila. I dati parlano chiaro: la MUD ha perso nel giro di pochi mesi circa 2 milioni e mezzo di voti. Una sconfitta di portata enorme, l’altra faccia della medaglia del voto è il successo del partito di Maduro. Complessivamente, le forze che sostengono il presidente Maduro ottengono il 54% dei consensi contro il 45% dell’opposizione (fonte: TeleSur). La partecipazione al voto è stata del 61% circa (contro un dato significativamente più basso come il 54% del 2012). L’esito elettorale non solo conferma il successo del governo Maduro, dell’Assemblea Costituente e del processo rivoluzionario, ma sancisce una vittoria dal punto di vista della partecipazione democratica e della reale essenza del Potere Popolare, su cui si è basata la risposta di Maduro ai tentativi di rovesciamento attuati dall’opposizione, in particolare da frange neofasciste, mosse e manovrate dall’ imperialismo made in USA.

Ora, il governo di Maduro controlla il 75% delle entità regionali.

Lo abbiamo detto nei giorni difficili, lo possiamo gridare nel giorno di festa odierno: todos somos Venezuela!

La Redazione

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