E’ di ieri l’ultimo articolo che parla della violenza tra i giovani, riprendendo una storia “vecchia”, cominciata vari mesi fa: un adolescente lombardo non solo ha subito numerose vessazioni e umiliazioni fisiche (portato al guinzaglio a quattro zampe, picchiato, derubato, appeso a testa in giù e pure vittima di violenze sessuali diffuse su chat WhatsApp) ma ora vede anche la sua famiglia messa all’indice da parte della comunità in quanto famiglia “traditrice” della comunità stessa.

La madre ha denunciato la violenza ripetutamente subita dal figlio. E non si fa. La comunità ha stigmatizzato il suo comportamento, ovvero la sua denuncia che ha gettato discredito sul paese. Ora girano discorsi su quanto fosse colpa dei genitori del ragazzo, disattenti, che hanno educato un figlio senza spina dorsale al contrario dei propri, duri, forti reattivi, dei veri figaccioni.

La prepotenza insomma è reiterata: branco giovane, di teppisti (sfasciavano i treni per passare il tempo in allegria e organizzavano spedizioni punitive nei confronti dei coetanei che osavano parlare) punta una vittima. Il problema viene fuori dopo una denuncia, ma non esiste autocritica, anzi, e quindi al branco giovane si aggiunge il “branco adulto”, che difende l’indifendibile in nome delle colpe della famiglia della vittima. Ma chissà come mai le violenze eseguite dai luridi aguzzini e diffuse su whatsapp (viste anche da molti adulti presenti su quelle chat) non vengono tenute in considerazione. E’ meglio nascondersi le proprie responsabilità di adulti incapaci di crescere, educare e reagire e scaricare sulle vittime più deboli le colpe di tutto. Accettare con oggettività la propria infima e squallida essenza porterebbe ad una onesta ammissione della propria bassezza. Cosa che nessuno può accettare.

Ma non vi ricorda qualcosa questo comportamento? Ragionate un minimo: prepotenza reiterata per proprio tornaconto, assoluto convincimento di non avere colpa alcuna, assoluta disempatia verso gli altri esseri umani, esclusivo interesse per la propria immagine ed il proprio guadagno in termini materiali e di potere … non vi pare il comportamento dei Padroni e della loro manovalanza?

Sia chiaro: è facile che la madre e il padre del ragazzino brutalizzato abbiano delle colpe. Ma loro ammettono di aver avuto una scarsa attenzione e di essersi accorti troppo tardi della cosa. A loro discolpa si può dire che il lavoro li ha impegnati e li impegna tantissimo, però appena si sono avveduti della situazione nella quale era caduto il loro figlio hanno reagito. Qui non si vuole “assolvere” nessuno ma si deve indicare con chiarezza che le società che accettano e non contrastano il Bullismo giovanile vanno più facilmente verso una degenerazione che è l’antitesi della società egualitaria e questa è una colpa. Si deve dire chiaramente che se un adulto vede una chat con delle violenze è suo dovere denunciare, altrimenti è colpevolmente complice delle prepotenze. E non avrà dei figli figaccioni, che non si fanno mettere i piedi in testa. Avrà dei figli educati alla legge del più forte. Che vedranno sé stessi abbandonati da tutti, nel caso si trovino loro nella situazione di essere vittima, in qualsiasi contesto, sia esso scolastico o lavorativo.

L’unica soluzione è un’educazione alla solidarietà. E non parliamo di una solidarietà fine a sé stessa, da attivare solo dopo che è successo il danno, ma di una solidarietà che noi Comunisti ci ostiniamo a chiamare “solidarietà di Classe”, quella solidarietà del “Ci si salva e si avanza se si agisce tutti insieme e non uno per uno”, quella solidarietà che estirpa alla radice il cancro dell’egoismo e della prevaricazione, che isola le cellule malate della società e le rende incapaci di propagare la malattia.

Ogni compagno ha questo dovere. Per questo il contrasto al bullismo, ma in generale ad ogni forma di prepotenza, è una questione di Classe.

Dennis Vincent Klapwijk  

Segreteria Nazionale FGCI

FONTI

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_novembre_04/vigevano-mio-figlio-15enne-rovinato-bulli-ora-dicono-che-colpa-mia-fc5c40b6-c128-11e7-b5e5-1f34efbbc6b1.shtml#ampshare=http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_novembre_04/vigevano-mio-figlio-15enne-rovinato-bulli-ora-dicono-che-colpa-mia-fc5c40b6-c128-11e7-b5e5-1f34efbbc6b1.shtml

laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2017/03/14/news/violentavano-e-picchiavano-un-coetaneo-arrestati-quattro-ragazzi-di-15-e-16-anni-1.15028830

 

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