Home in evidenza No ai fascisti nelle scuole: il caso di Pescara

No ai fascisti nelle scuole: il caso di Pescara

Ieri mattina, i ragazzi del liceo classico di Pescara si sono come sempre recati in prossimità dell’ingresso principale, in attesa di entrare nell’edificio scolastico per svolgere le regolari lezioni. Il fatto nuovo è che, davanti al portone d’ingresso principale, si trovavano quattro militanti del Blocco Studentesco di Pescara, che al momento del suono della campanella hanno iniziato a distribuire, ai ragazzi che entravano, volantini contenenti le proposte di Casapound sulla scuola: propaganda fascista.

Il fatto in sè potrebbe non avere alcuna rilevanza, dato che non si è verificato alcun tipo di problema e che i quattro militanti, una volta terminato il volantinaggio, se ne sono andati; rimane il fatto però che questa è stata la prima volta, o comunque la prima dopo parecchi anni, che dei militanti del blocco studentesco si siano presentati a fare volantinaggio davanti al liceo classico di Pescara, al contrario di altre scuole dove ciò ormai avviene regolarmente. Infatti da tempo il liceo classico di Pescara non è terreno fertile alle idee di destra o comunque riecheggianti il fascismo; da anni ha una tradizione profondamente di sinistra e antifascista, tradizione confermata anche dalla rappresentanza degli studenti nel consiglio d’istituto passata ed attuale. Un volantinaggio del Blocco Studentesco, così spudorato come quello di ieri mattina, non era mai avvenuto precedentemente davanti al liceo classico di Pescara; sicuramente non aveva solamente un fine propagandistico, ma si trattava di una provocazione nei confronti dell’ampia componente studentesca antifascista e di una dimostrazione della forza ottenuta recentemente da Casapound a Pescara e nel resto del paese, dimostrazione che solo fino a pochi anni fa non avrebbe avrebbero potuto dare.
La Fgci Abruzzo denuncia questa ennesima manifestazione di rinnovata forza di gruppi palesemente ispirati al fascismo e ai limiti della costituzionalità, come lo è Casapound; è necessaria una risposta di unità e compattezza da parte di tutta la componente studentesca fedele ai valori dell’antifascismo, che rigetta e condanna la storia e il sistema ideologico del fascismo; è necessario far capire chiaramente che non saranno gradite altre “visite di cortesia “ dai cosiddetti “ fascisti del terzo millennio”. Come lo fu per la Resistenza, il fascismo montante, nel micro e nel macrocosmo, in una forma o nell’altra, lo si batte soltanto con l’unità degli antifascisti.

di FGCI Abruzzo