Home in evidenza Sciopero della Scuola il 23 febbraio, la FGCI ci sarà

Sciopero della Scuola il 23 febbraio, la FGCI ci sarà

Gli attori protagonisti che vivono la Scuola sono sempre più schiacciati su un presente precario ed un futuro incerto: per loro ingiuste e salate tasse da pagare per il “diritto” allo studio, tra mobilità e supplenze svolte sull’intero stivale.
Gli studenti, gli insegnanti ed il personale ATA sono il bersaglio principale su cui si è scagliata la 107, una “Buona Scuola” che ormai sotto, gli occhi di tutti, non ha fatto altro che generare caos invece di dare risposte concrete in tema di Istruzione.
La soluzione al problema dell’insicurezza delle infrastrutture non è stata messa nè nell’agenda di Renzi nè in quella di Gentiloni e, tra l’altro, non può essere trovata soluzione nemmeno attraverso gli esigui fondi PON destinati alle città metropolitane. In questa cornice persiste la situazione gravosa degli studenti in alternanza, l’inutile e tortuoso cammino del FIT che devono affrontare i neo-laureati ed ultima e non di poco conto la vicenda dei 5000 diplomati Magistrali. Istanze che devono obbligatoriamente farci stare in perenne stato d’allerta.

Queste sono le tematiche e le questioni che continueremo a porre e sollevare, cercando di ricompattare il fronte della scuola su posizioni più avanzate.

Per queste ragioni aderiamo allo sciopero del comparto Scuola che ha indetto l’USB insieme ai CUB e a cui aderiranno anche i Cobas per il giorno 23 febbraio a Roma, davanti al MIUR. Uno sciopero che non deve restare solo al livello della rivendicazione sindacale (comunque sacrosanta) ma che si deve porre l’obbiettivo del rafforzamento di un fronte sociale all’altezza dello scontro in atto e che respinga le logiche padronali, le logiche di Confindustria.

di Salvatore Ferraro, Resp. nazionale Scuola e Università FGCI