Home in evidenza Sfruttamento e repressione, dai luoghi di lavoro alle scuola diciamo: NO

Sfruttamento e repressione, dai luoghi di lavoro alle scuola diciamo: NO

Si è tenuta venerdì 27 aprile al Centro Popolare Autogestito di Firenze Sud la seconda assemblea nazionale della Campagna BastAlternanza, volta ad analizzare lo stretto legame fra le imposizioni del regime di alternanza scuola/lavoro e il clima di repressione che colpisce chi prova a opporsi. Un nutrito gruppo di giovani, studenti e universitari, docenti e militanti vi hanno preso parte per ribadire, ancora una volta, la necessità di abolire immediatamente questa nuova modalità didattica volta unicamente alla creazione di studenti sudditi della società del mercato.
Negli interventi si è sottolineato più volte come lo spirito della Legge 107 coincida con la volontà borghese della impressione della mentalità imprenditoriale, evidenziando le divergenze con il modello proposto in Unione Sovietica dal pedagogista Makarenko, dove il lavoro entra nel piano formativo per insegnare agli studenti la cooperazione di gruppo, non certo per subordinarsi alla logica del profitto. È proprio questa manipolazione ideologica che porta, per traslato, alla continua repressione del dissenso, che vede il singolo colpito non appena si sposti dal solco già immaginato per lui dalla società capitalista.
Si è denunciato il processo di aziendalizzazione della scuola italiana, sottolineando tuttavia anche alcuni recenti successi sindacali nel mondo dell’istruzione, come la cancellazione dell’obbligo per gli insegnanti di svolgere il tutoraggio in alternanza scuola lavoro, presente in un primo momento nella bozza dell’ultima discussione del CCNL.

Anche nell’intervento del Compagno Alek, il ragazzo di Carpi a cui è stato contestato, in modo repressivo e fortemente antidemocratico, l’aver espresso contrarietà al suo personale percorso di alternanza scuola lavoro, è emersa la necessità di adottare una prospettiva anticapitalista in questa lotta contro lo sfruttamento, cercando di unificare nella contestazione gli studenti in alternanza e i lavoratori, che via via stanno perdendo potere contrattuale anche a causa della convenienza indubbia che hanno le aziende a sfruttare il lavoro non retribuito dei giovani, piuttosto che portare a termine nuove assunzioni.

Già a partire dalle prossime settimane ci impegneremo per concretizzare il nostro lavoro in modo costante e proficuo per combattere la Legge 107 e, in modo particolare, l’alternanza Scuola Lavoro, attraverso il coinvolgimento diretto degli studenti medi, tramite assemblee regionali e locali, per denunciarne l’irriformabilità (in quanto progetto che si inserisce nel quadro dello sfruttamento giovanile) e, dunque, ottenerne l’abolizione.

di FGCI Emilia-Romagna