Home Internazionale Primo Maggio di Resistenza in Ucraina: dalla parte dei comunisti ucraini

Primo Maggio di Resistenza in Ucraina: dalla parte dei comunisti ucraini

C’è chi va al Concertone, c’è chi va in campagna e c’è chi va in galera: il 1° Maggio non è sempre una giorno di festa, specialmente in Ucraina. Proprio in questi giorni si sta infatti riacutizzando la repressione del regime nazista a Kiev, colpendo in particolar modo i compagni del Komsomol (la gioventù comunista ucraina). La settimana scorsa bande armate, aiutate dalla polizia, hanno fatto irruzione nella sezione di Zhytomyr (importante città della Polesia), sequestrando gli striscioni e i volantini per il corteo del 1° Maggio. Per aver stampato quei volantini, sui compagni ucraini pende ora l’accusa di terrorismo e di associazione eversiva.

In queste condizioni, con milizie armate pronte allo scontro e ad uccidere, i compagni del Komsomol e del Partito Comunista Ucraino stanno lottando da anni per i diritti dei lavoratori ucraini. Lottano in un Paese dove il salario medio è 250 Dollari al mese, dove l’industria sovietica è stata distrutta e da dove sono emigrati negli ultimi 3 anni 6-10 milioni di persone. Per colpa del regime golpista, i lavoratori ucraini devono ora scegliere se emigrare, fare la fame o fare i braccianti in miseria nelle campagne, oppure crepare direttamente.

Come FGCI condanniamo dunque lo sfascio e la repressione del regime dell’Euromaidan, che ha svenduto all’imperialismo UE e statunitense il proprio Paese, e rinnoviamo inoltre la nostra solidarietà ai compagni del Komsomol, con cui siamo stati insieme al XIX WFYS a Sochi.

Vogliamo però ricordare anche di cosa sono stati capaci i lavoratori ucraini dentro l’Unione Sovietica: i cantieri navali di Nikolaev, gli aerei Antonov, la Turboatom. I lavoratori ucraini, prendendo il destino nelle loro mani, hanno raggiunto un altissimo livello di industria, progresso e benessere. Proprio per questo dobbiamo dire chiaramente che il 1° Maggio non ricordiamo solo le lotte dei lavoratori contro i padroni, ma anche di cosa sono capaci di fare i lavoratori dopo essersi liberati dei padroni.

di Dipartimento Esteri FGCI