L’istituto dell’Invalsi prende piede nel 2007 in via del tutto sperimentale, undici anni son passati da allora.

I test Invalsi (come più volte abbiamo annunciato) ledono qualsiasi possibilità di incentrare una didattica fatta sui saperi, dando delle forti linee guida, in conformità a quelle varate in sede UE, agli insegnanti  su come svolgere il loro lavoro svuotandoli dei loro compiti di pedagoghi.
Ieri è uscito un rapporto sull’ Invalsi dove lo stesso MIUR ha dovuto affermare, nella nota introduttiva: “[…] la Scuola non è in grado di  attenuare  le disuguaglianze sociali di partenza. Secondo le indagini internazionali, una ragione importante è che i nostri ragazzi risultano in media meno bravi degli altri nell’utilizzare quello che hanno imparato.”
Inoltre, il MIUR ci dà una trafila di dati analitici sul fallimento della Scuola odierna: “[…] Undici ragazzi su cento abbandonano prima di aver conseguito il titolo di studio,ma diventano trenta se calcoliamo la differenza fra iscritti al primo ciclo e diplomati alla maturità.
La dispersione riguarda i figli di genitori che hanno al massimo il diploma di terza media in misura quattro volte più alta rispetto ai figli di genitori laureati”.
Il MIUR chiosa ancora nella nota: “I risultati delle prove indicano il livello di competenze raggiunto, ma non possono spiegarne il perché. Ogni situazione, positiva o negativa, è determinata da fattori che solo gli insegnanti coinvolti sono in grado di identificare.” Questo significa che le variabili che stanno alla base dell’insegnamento non possono essere viste, nemmeno il MIUR può sostenere se i tanti progetti promossi dalla UE e i test Invalsi sono essenziali per il raggiungimento delle tanto conclamate competenze ed utili nella misurazione di queste ultime. Il meccanismo dell’Invalsi fa perdere un monte ore sproporzionato per la preparazione di semplici quiz, dove il nozionismo viene esasperato, mettendo da parte un sapere di tipo critico e multilaterale. Gli insegnanti prima della data ufficiale preparano le lezioni con l’obiettivo finalizzato di far bene gli Invalsi.

Questo perché gli Invalsi mettono in competizione numerose scuole tramite le graduatorie delle prove invalsi,generando scuole di Serie A e Scuole di Serie B. Nelle prime ci saranno un maggior numero  di iscrizioni perché tutti vorranno iscrivere i propri figli in scuole percepite come migliori in base ad un semplice ranking, il quale garantirà anche di acquisire maggiori fondi rispetto alle scuole con un ranking più basso. Nella nota viene esasperata per l’ennesima volta il concetto di competenza che indissolubilmente è legato a quello di flessibilità.
Dove si cerca di creare una massa uniforme che può svolgere qualsiasi mansione poco specializzata, ma soprattutto poco retribuita, per essere cooptata in più reparti, abbassando di fatto il livello di preparazione degli studenti. I dati sulla dispersione scolastica che ci ha fornito il MIUR sono la diretta conseguenza delle politiche di depotenziamento che ha subito la Scuola in questi ultimi 25 anni.

A maggio ci saranno i test invalsi e chiamiamo tutti gli studenti e gli insegnanti al boicottaggio.
La scuola sta crollando a pezzi ed il MIUR nella sua nota contradditoria non sa come mascherare questa farsa, è un cane che si morde la coda.

di Salvatore Ferraro, Responsabile Scuola e Università FGCI

, , ,
Similar Posts
Latest Posts from CòmInfo

Lascia un commento