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La Wehrmacht di nuovo in Marcia

I falchi filoatlantici stanno premendo da settimane sul Governo tedesco, reo di non spendere abbastanza per le armi[1]. Il Ministro delle Finanze tedesco, il socialdemocratico Olaf Scholz, ha infatti presentato il bilancio 2018-2021 in cui si stanzia “solo” l’1.3% del PIL per le spese militari (47.5 miliardi di Euro l’anno) a fronte di un avanzo complessivo di 109 miliardi di Euro (27.3 miliardi di Euro l’anno per quattro anni)[2]. Al contrario, numerose testate giornalistiche (e.g. Financial Times) ed autorevoli centri studi (e.g. Carnegie Europe) insistono affinché il Governo tedesco aumenti le spese annuali ad almeno 73 miliardi di Euro (2.0% del PIL) e persino affinché consideri lo sviluppo autonomo di armi atomiche[3]. Tali pressioni si accompagnano poi ad accorati inviti a superare l’irragionevole senso di colpa per il periodo nazista e l’egoistico pacifismo fondato sul sacrificio degli altri Paesi della NATO.

Tutto ciò, non accade però nel nulla: la Germania non è un paesello indifeso ed innocente. Oltre ad essere la potenza egemonica in Europa occidentale, la Germania ha lanciato nel 2014 un massiccio reclutamento di nuovi soldati (180.000 attivi totali a fine 2017) e sta rapidamente aumentando le proprie spese militari (+8% nel 2017). La Germania poi schiera attualmente le proprie truppe in numerose missioni estere: Kosovo, Siria, Afghanistan, Iraq e Mali per citare i principali contingenti[4]. Inoltre, nel 2017 la Germania ha silenziosamente integrato all’interno delle proprie forze armate gli eserciti di Olanda, Romania e Repubblica Ceca[5]. La Germania si sta dunque già riarmando massicciamente, ma per i falchi della NATO non fa abbastanza e non lo fa abbastanza velocemente.

Come FGCI siamo dunque estremamente preoccupati per il riarmo della Germania che già controlla autocraticamente le istituzioni politico-economiche dell’Unione Europea. Davanti alla crisi del sistema capitalistico, vediamo nuovamente risorgere le forze imperialiste che presto potrebbero non accontentarsi più d’assoggettare i popoli europei soltanto con direttive comunitarie e tassi di spread. Siamo infatti ben consci di cosa è capace il grande capitale quando vede in pericolo i propri profitti e vediamo chiaramente lo scontro quotidiano tra i vari capitali nazionali diventare sempre più spietato. Al contrario delle forze nazionaliste e scioviniste piccolo-borghesi, sappiamo che tale deriva militarista è l’inevitabile conseguenza del più alto e attuale stato del capitalismo: l’imperialismo. Condanniamo dunque tutte le forze che spingono l’Europa verso il riarmo e invitiamo tutti i lavoratori europei a lottare contro il militarismo e per il comunismo.

Seppur non oggi né domani, ma comunque presto, sentiamo ancora viva l’unica vera scelta e sappiamo da quale parte stare: socialismo o barbarie!

di Frunze

 

 

[1] Germany struggles to find ways of spending extra cash on defence, Financial Times del 18 Maggio 2018 https://www.ft.com/content/43cf404c-59a4-11e8-bdb7-f6677d2e1ce8

[2] Germany’s surpluses should be put to work, Financial Times del 10 Maggio 2018 https://www.ft.com/content/1f705ce8-543d-11e8-b3ee-41e0209208ec

[3] Germany’s Dangerous Nuclear Sleepwalking, Carnagie Europe del 25 Gennaio 2018 https://carnegieeurope.eu/strategiceurope/75351

[4] Missioni estere attuali della Bundeswehr, Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Bundeswehr#/media/File:Auslandseins%C3%A4tze_der_Bundeswehr.svg

[5] Germany Is Quietly Building a European Army Under Its Command, Foreign Policy del 22 Maggio 2017 http://foreignpolicy.com/2017/05/22/germany-is-quietly-building-a-european-army-under-its-command/