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The Italian Job: BCE vs. Democrazia

Il Financial Times, noto foglio bolscevico, l’ha detto in prima pagina: è stata la BCE a far salire lo spread! Finora erano solo sospetti, illazioni e dubbi sussurrati di noialtri “complottisti”, ma adesso i dati parlano chiaro.

La BCE di Mario Draghi è ormai da anni la spugna dei mercati di capitali. Per posporre l’inevitabile implosione della moneta unica, essa acquista i titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona per alzarne i prezzi (Marx li chiamava i “corsi”) e così tenerne bassi i tassi, che sono inversamente proporzionali ai prezzi. Dunque, mensilmente la BCE acquista svariati miliardi di titoli di Stato: da un picco di 79.6 miliardi nel Maggio 2016 alle più modeste cifre attuali attorno ai 20 miliardi. Tuttavia, la BCE ha sempre mantenuto un certo equilibrio nella ripartizione dei suoi acquisti tra i titoli di Stato dei vari Paesi: il 16.8% all’Italia, il 3.4% al Belgio e così dicendo.

Tale equilibrio non c’è però stato nel Maggio 2018. Infatti la BCE ha acquistato nell’ultimo mese 24.2 miliardi di Euro di titoli di Stato, di cui solo il 14.9% italiani. Al contrario, ben il 28.4% era tedesco. Il differenziale percentuale tra Italia e Germania, che è in media del 6.7%, è schizzato al 13.6%. Questo, per la legge della domanda e dell’offerta, ha alzato i corsi dei titoli tedeschi abbassandone i tassi e viceversa coi titoli italiani: lo spread è servito.

Come comunisti dobbiamo quindi lottare per uscire da questa gabbia e perché questa uscita sia proletaria, progressista ed internazionalista. L’attuale governo M5S-Lega non rappresenta in ciò una garanzia: esso rappresenta gli interessi piccolo-borghesi e sciovinisti del capitale italiano che si vede schiacciato dal grande capitale tedesco (che sa fare il capitalismo meglio). M5S e Lega vogliono usare il patriottismo per far quadrato attorno ai capitalisti straccioni italiani, ma da comunisti sappiamo che non conta la nazionalità (vedi quello che ha appena fatto il romano Draghi) ma solo la classe. Sappiamo anche a cosa porta questo nazionalismo e vediamo crescere le tensioni tra le potenze capitaliste: il Financial Times non si espone così per amor del vero. Davanti all’imperialismo, alla guerra tra capitali e agli opposti nazionalismi, i comunisti devono dunque porre di nuovo l’unica domanda: socialismo o barbarie?

Come comunisti e come compagni dei comunisti in Germania, Grecia e tutta Europa, diciamo chiaramente che l’unica scelta possibile è il socialismo! Quest’Unione Europea dev’essere abbattuta ed una socialista costruita al suo posto! Vogliamo uscire, essere liberi ed osare ancora più democrazia!

di Frunze