Home Home Domenico Losurdo e la lotta dei comunisti oggi

Domenico Losurdo e la lotta dei comunisti oggi

Con Domenico Losurdo perdiamo un maestro ed un compagno che tanto ha dato a tutti coloro che lottano per una società emancipata dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Domenico Losurdo è stato un maestro esemplare di rigore intellettuale, capace di offrirci importanti motivi di riflessione che si situano al centro delle nostre sfide politiche attuali: è anche grazie al suo contributo che possiamo oggi pensare il nostro impegno di comunisti nella lotta contro lo sfruttamento capitalistico, contro l’imperialismo e la guerra, contro la pluralità di ideologie espresse dalle classi dominanti a partire da una comprensione dialettica del divenire storico ed al di fuori dell’economicismo e del codismo.

Non si tratta di questioni meramente teoriche: si tratta della lotta politica che svolgiamo ogni giorno contro l’universalismo astratto che pretende di esportare i diritti a suon di bombe e di strangolamento neocoloniale e contro chi agita il richiamo razzista a sangue e suolo in nome di un particolarismo altrettanto astratto.

Il richiamo di Losurdo alla costruzione di un marxismo capace di partire dal “proprio tempo appreso nel pensiero” è stato significativo in primo luogo della rivalutazione politica del filo rosso che lega Hegel e Marx, vale a dire il ciclo rivoluzionario che congiunge la rivoluzione francese del 1789 a quelle socialiste ed anticoloniali del Novecento. La sua è stata la costruzione di un materialismo storico al di fuori delle secche dell’economicismo, ma anche una lotta, spesso solitaria, sia contro le più elevate espressioni della cultura borghese e reazionarie che contro alcune mode intellettuali prevalenti nel mondo della sinistra. Quella di Losurdo e dei comunisti è invece una comprensione della totalità che passa attraverso le articolazioni dialettiche di questa totalità: nella modernità capitalistica a valori formalmente universali come libertà ed uguaglianza si contrappone una realtà sostanziale (spesso taciuta o mistificata) fatta di sottomissione. La conquista del concetto universale di uomo appare dunque come una conquista incompleta, un percorso che esige una sua prosecuzione ed un suo superamento.

In un libro come La sinistra assente (2014) Losurdo ha evidenziato come, sia nella sua forma “imperiale” (la sinistra del bombardamento etico) che nella sua forma “populista ed anarcoide” (la sinistra che ha liquidato l’intero portato della storia del movimento comunista internazionale, proponendo “miti” o fughe nell’utopia, nella religione, nel volontariato eccetera) la cosiddetta sinistra manifesti totale subalternità culturale al liberalismo ed all’ideologia dell’impero americano. Si tratta di un’egemonia tenuta in vita dalla mistificazione della storia e della cronaca che le principali fonti di informazione continuano a perpetrare.

Grazie a Losurdo oggi possiamo comprendere correttamente ciò che il movimento comunista internazionale sia stato finora e quello che potrà essere domani: abbiamo visto i momenti storici più elevati di tale movimento legare l’emancipazione del proletariato dallo sfruttamento capitalistico alle lotte di liberazione dal giogo coloniale.

È questa lotta, autenticamente anticapitalistica ed autenticamente internazionalistica, a rappresentare l’eredità più profonda del leninismo che, nel discorso di Losurdo, assume una valenza strategica per la lotta dei comunisti e per la costruzione politica di un soggetto rivoluzionario.

Ricordare Losurdo significa, per noi, continuare il suo lavoro e renderlo carne viva di un soggetto collettivo.

di Salvatore Favenza, FGCI Campania