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Domenico Losurdo e la filosofia per cambiare il mondo

“I filosofi hanno finora interpretato il mondo in modi diversi; si tratta ora di trasformarlo.”

                                                                              Karl Marx, XI Tesi su Feuerbach

 

Karl Marx, in queste celebre frase, sottolineava la necessità di superare il discorso filosofico fine a sé stesso al fine di dare vita ad un reale cambiamento nel mondo materiale.

Da una parte quegli uomini di cultura sopra un piedistallo, dall’altra chi mette a disposizione il proprio ingegno e le proprie conoscenze per la lotta politica rivoluzionaria.

Ecco, Domenico Losurdo era un “filosofo” di questo tipo.

Protagonista della lotta teorica per il marxismo-leninismo, contro ogni tendenza liberal-imperiale, populistoide, anarchicheggiante o basista, ci ha ammonito sulla necessità di combattere l’avversario di classe anche nelle nostre menti. Un esempio tratto dal suo Per un mondo senza guerre è quello della Prima Guerra Mondiale, presentata come una guerra fra liberal-democrazie “buone” e autoritarismi “cattivi”. Ma il sistema politico-elettorale che governava la Germania imperiale (uno dei “cattivi”) non era certo meno “democratico” di quello inglese, anzi! Il suffragio universale maschile in Germania è antecedente (1871) a quello inglese (1918). La Prima Guerra Mondiale ci appare allora per quello che è: uno scontro fra potenze imperialiste per spartirsi il mondo. Solo la Rivoluzione socialista d’Ottobre seppe rompere lo schema di questo scontro, reclamando pane e pace, sconfiggendo i “crociati democratici” dell’Occidente liberale.

Ad oggi lo scontro è sempre questo, tra la visione di un Occidente “civilizzatore” e quella di un mondo multipolare dove ogni popolo ha il diritto di autodeterminarsi.

È per noi necessario riprendere la lotta contro ogni subalternità politica all’imperialismo. La guerra contro la Libia del 2011 è stata condotta anche da personaggi teoricamente rappresentati della sinistra che invocavano l’intervento armato contro Gheddafi, come Susanna Camusso o Rossana Rossanda. Per non parlare della guerra contro la Jugoslavia, portata avanti da un governo di “centro-sinistra”.

In questo senso, Losurdo ci ha ricordato (riprendendo Togliatti) come “la lotta anticolonialista, anche se condotta da paesi e popoli ancora al di qua della modernità, è comunque parte integrante del processo rivoluzionario mondiale che mette in crisi l’imperialismo (e il capitalismo)”[1]. Mai però cedette ad alcuna pulsione “campista” o “geopolitica. La questione sociale e la questione nazionale dovevano correre di pari passo. Coloro che si allontanano da questa dicotomia, parlando di scontro tra nazioni, scivolano verso il neofascismo. Come l’infame Fusaro, a cui purtroppo oggi la stampa liberale associa il nome di Marx, riducendolo a macchietta.

Concludo con un ricordo personale. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Domenico Losurdo ad un convegno organizzato dal PCI sardo lo scorso ottobre, con tema la fine delle servitù militari della Sardegna e l’uscita dell’Italia dalla NATO. Dopo l’iniziativa, a cena, gli chiesi chi avesse avuto ragione tra Dubcek e Breznev a Praga nel 1968. Lui mi rispose entrambi, ricollegando quel fatto storico all’hegelismo e al processo di tesi-antitesi-sintesi. Ricordo che allora rimasi deluso, dal momento che cercavo una risposta certa. Ma la ricerca della sintesi, senza abiurare il campo del socialismo e del comunismo e sfociare nell’eclettismo, è uno dei fondamentali insegnamenti per l’oggi.

Recentemente è stata lanciata una campagna su Change.org per pubblicare uno dei suoi libri (Stalin. Storia e critica di una leggenda nera) anche in lingua inglese[2]. Forse, come italiani, a volte non ci accorgiamo della ricchezza di analisi e di approfondimento che il marxismo italiano produce. Un motivo in più per considerare fondamentale l’eredità che ci lascia Domenico Losurdo, maestro e compagno. Sta specialmente a noi giovani comunisti saperla cogliere, per ricostruire una teoria e una pratica rivoluzionaria per il socialismo nel XXI secolo.

di Simone Grecu, FGCI Pisa

 

 

[1] http://www.marx21.it/documenti/losurdo_TogliattiMarxXXI.pdf p.3

[2] https://www.change.org/p/monthly-review-press-publish-professor-domenico-losurdo-s-biography-of-stalin