Home Home Verso il 1°Congresso del PCI. E’ tempo di mostrare le zanne.

Verso il 1°Congresso del PCI. E’ tempo di mostrare le zanne.

Non parto da lontano nel costruire l’analisi di quel che siamo e dove dovremmo arrivare, ma parto dalla situazione recente, da quando muovemmo i primi passi verso la ricostruzione di una soggettività comunista che sia all’altezza dei compiti odierni, quindi dall’appello che abbiamo lanciato 4 anni fa con la costituzione “dell’associazione per la ricostruzione del Partito Comunista”.
Lo slogan dell’appello che ci demmo guardava alla ricostruzione del partito Comunista ed al contempo all’Unità della Sinistra. Era rivolto ad una pluralità di soggettività: dalle organizzazioni già costituite, ai tanti individui che non solo si ritrovavano in una critica al sistema capitalista, ma erano affini all’idea della costruzione di un Partito Comunista come strumento imprescindibile per il rovesciamento dello stato di cose presenti. In quella prima fase ci furono tante iniziative su tutta la penisola, l’appello fu fatto girare per la stampa per attirare più persone verso il nostro soggetto ed, al tal fine, siamo riusciti a ricongiungere pezzi di aree diverse che ci hanno dato una grossa mano nell’elaborazione politica su diversi temi.
Il Partito Comunista non nasce per autoproclamazione, ma è un succedere dialettico con processi scompositivi e ricompositivi; nasce dall’elaborazione di una teoria e dalla prassi che si mette in campo. L’appello era soltanto una fase embrionale di un processo di lunga lena che sappiamo bene non poteva essere il tramonto, ma solo l’alba.  Infatti, con l’assemblea costitutiva del Partito Comunista Italiano del 26 Giugno 2016, mettemmo in moto il processo grazie ad una struttura che ci demmo  di gambe per far avanzare le tesi dell’appello. In questi 2 anni non abbiamo costruito poco: nuove sezioni son state aperte con il consolidamento di rapporti con varie soggettività nei vari livelli, dal locale a quello internazionale.
L’elaborazione che abbiamo messo in campo è una bomba inesplosa che ci permette di sviscerare le più grosse contraddizioni dateci dalla situazione oggettiva in cui versa l’Italia. L’Unione Europea che abbiamo conosciuta è tutt’altro che l’Europa dei popoli, ma è lo strumento per consolidare il potere economico nelle mani di pochi. La creazione di un’Europa a 2 velocità che vede la Germania come paese trainante e le economie dell’area mediterranea, tra cui l’Italia, che subiscono il peso della crisi e la distruzione del proprio welfare state, ci ha portato alla creazione ed al rafforzamento della piattaforma Eurostop nella quale attraverso varie soggettività abbiamo tracciato una strada da seguire intorno ai 3 NO: NO EURO, NO UE E NO NATO. Un’intesa che sarà tanto più forte quanto il nostro partito sarà più forte.
Quando penso all’unità della sinistra penso alle esperienze che stiamo costruendo come Eurostop e Potere al popolo, penso alla costruzione di fronti di lotta che su tematiche convergenti lottino. La costruzione di un fronte di sinistra è imprescindibile dinanzi allo scenario in cui ci troviamo ed allo stallo di una sinistra che attualmente è minoritaria, ma che debba avere vocazione di massa. L’unità della sinistra e la  costruzione del Partito Comunista  nel campo che ci siamo dati è la strada più difficile, quella con più grattacapi, la strada che richiede un lavoro duro e generoso, ma è l’unica che ci può portare ad un reale cambiamento.
Gli organismi dirigenti che verranno eletti dovranno essere consapevoli delle nostre forze ed una volta tracciata la linea si dovrà mettere in moto una macchina organizzativa perfetta che non farà dissipare le nostre energie, che metterà al centro le campagne che il nostro partito costruirà con il lavoro quotidiano di dirigenti e militanti e che permetterà di mantenere i 2 livelli.
I comunisti non hanno mai avuto paura delle convergenze, degli scontri e dei dialoghi e non si sono mai arroccati, la costruzione del partito non avviene per autoproclamazione, per passaggi meramente elettoralistici, con semplici proclami “da degni eredi di una gloriosa storia”, ma da un lavoro lungo e costante.
Abbiamo una salita da affrontare, ma è l’unica strada percorribile. E’ tempo di mostrare le zanne!

 

di Salvatore Ferraro, Segreteria naz.le FGCI e Resp.naz. Scuola e Università FGCI