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Marchionne, Della Croce: “apripista per attacco a dignità dei lavoratori e contratto”

Col referendum del 2010 a Pomigliano d’ArcoMarchionne ha fatto da apripista nel salto di qualità nell’azzerare la dignità dei lavoratori e nell’attacco al contratto di lavoro (come accaduto in altri momenti della storia della Fiat).

Ha trasformato un’azienda che ha vissuto per decenni con aiuti diretti e indiretti dello Stato italiano e delle società pubbliche in una società estera, con sede fiscale e legale sparse per l’Europa ma tenendo in Italia stabilimenti che oramai sono praticamente abbandonati o non interessati da alcun tipo di investimento significativo. Conservando un carattere parassitario e, al tempo stesso, sfruttando il vento della globalizzazione e della concorrenza fatta sul costo del lavoro per portare i propri affari altrove, sicuramente non in Italia.
Dell’operare di Marchionne non mi sorprendo, rimane l’incredulità di fronti ad alcuni “di sinistra” che ne tessero le lodi da “buon padrone”.

 

di Francesco Valerio della Croce, Segretario nazionale della FGCI